spedizioni Archives - Export America Group Export America Group Mon, 25 Jul 2022 06:11:43 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.9.3 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-32x32.jpg spedizioni Archives - Export America Group 32 32 Esportare Bevande Alcoliche e Analcoliche negli Stati Uniti /it/il-blog-di-export-america/esportare-bevande-alcoliche-e-analcoliche-negli-stati-uniti/ /it/il-blog-di-export-america/esportare-bevande-alcoliche-e-analcoliche-negli-stati-uniti/#respond Mon, 20 Sep 2021 18:27:52 +0000 /?p=3150 The post Esportare Bevande Alcoliche e Analcoliche negli Stati Uniti appeared first on Export America Group.

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Negli ultimi 20 anni, le esportazioni di prodotti agroalimentari, come vino, aceto e bevande negli Stati Uniti hanno visto un importante aumento nei volumi e nei ricavi. Dal 93 ad oggi, questi sono infatti triplicati. Tutto ciò è dovuto alla tendenza dei consumatori americani a preferire, negli ultimi anni, prodotti di qualità e sicuri, caratteristiche tipiche dei prodotti italiani.

Documentazione Necessaria in Entrata

Oltre che alla documentazione necessaria per la dogana (che attesta le caratteristiche dei prodotti importati negli Stati Uniti), se si intende esportare vino, aceto e prodotti alimentari negli Stati Uniti è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • Modulo di Entrata “Form FD 701”. Questo è richiesto per tutte quelle importazioni regolate dall’FDA e serve a certificare la conformità dei prodotti importati agli standard di sicurezza e qualità.
  • Certificato del Paese di Origine. Questo viene rilasciato da autorità competenti del paese di provenienza e conferma l’adeguatezza del prodotto rispetto alle leggi che regolano la produzione di vino per il consumo domestico.
  • Certificato di età e di Origine. Questo è necessario per l’importazione di liquori e super alcolici e viene rilasciato da autorità competenti nel paese di provenienza in cui si conferma che il prodotto rispetta gli standard di sicurezza e qualità per il consumo domestico.
  • Certificato di Imbottigliamento non Standard. Questo è necessario per i prodotti imbottigliati prima del 1 Gennaio 1980. Viene rilasciato da un’autorità competente nel paese di origina che attesa l’età effettiva dei prodotti imbottigliati.
  • Certificato di Approvazione dell’Etichetta. L’ATF (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms, and Explosives) prevede regole specifiche per quanto riguarda l’etichettatura di tutte le bevande alcoliche, regole che variano a seconda della categoria di prodotto alcolico considerato. In questo caso è necessario compilare il modulo “ATF-F- 1649” per ottenere la pre-approvazione dell’etichetta del prodotto in questione da parte dell’ATF. Una volta che l’etichetta è stata approvata, si ottiene uno specifico “Certificate of Label Approval”.

Dazi di Importazione

I dazi di importazione variano molto a seconda della classificazione del prodotto in questione, sulla base dell’Harmonized Tariff Schedule of the United States, HTSUS. Alcuni esempi sono ad esempio:

  • Acqua minerale: 0.26 cents/litro
  • Latte di Cioccolato: 17%
  • Birra: 4.3 cents/litro
  • Vino Spumante: 19.8 cents/litro
  • Liquori: 13.2 cents/litro
  • Aceto: 0.5 cents/litro

Lo stesso accade anche per le bevande alcoliche fermentate e con una graduazione alcolica inferiore al 7% a cui è applicato un ulteriore dazio del 100%. Tuttle le bevande alcoliche, sono infine soggette ad una accisa federale in aggiunta ai dazi doganali.

Tutte le bottiglie di liquore distillato inferiori al gallone devono avere affisso sull’esterno della bottiglia lo stampo rosso del ATF che conferma l’avvenuto pagamento delle accise. Gli stampi in questione possono essere richiesti gratuitamente direttamente al ATF, e possono essere applicati sulla bottiglia indipendentemente dal produttore straniero, nel momento in cui l’Ufficio Doganale ispeziona la merce, presso il deposito in cui è conservata la merce negli Stati Uniti, oppure, in alcuni specifici casi, anche prima dell’avvenuto pagamento.

Proibizioni e Restrizioni

Esistono alcune regolamentazioni in fatto di esportazioni di prodotti particolari come il vino o le bevande in generale, che sono esposte nel seguito:

  • Rivestitura di bottiglia composta da materiale di origine vegetale (legno, pagina, etc.). Alcuni prodotti, come il Chianti, hanno una rivestitura delle bottiglie composta da materiali di origine vegetale. Questi rivestimenti sono soggetti a speciali restrizioni sulla base della regolamentazione prevista dall’Anlmal and Plant Health Inspection Service (APHIS) del dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti,
  • Succhi di frutta: ogni prodotto che rientra nella categoria “succhi di frutta” deve presentare un’etichetta che indichi le percentuali di ogni ingrediente in esso contenuto. È proibito aggiungere acqua ad un prodotto presentato come succo di frutta. Altri ingredienti come zucchero o altri agenti dolcificanti possono essere aggiunti previa indicazione nell’etichetta.
  • Bevande analcoliche. Queste tipologie di bevande sono sottoposte agli standard per l’etichettatura previsti dal regolamento “21 CFR 102” dell’FDA.
  • Bottiglie d’acqua. L’FDA ha stabilito degli standard sia per quanto riguarda la produzione, sia per quanto riguarda l’imbottigliamento e la qualità che si applicano a tutte le bottiglie d’acqua da bere. È vietato indicare nell’etichetta della bottiglia la presenza di prodotti che sono presenti in quantità insignificante nella stessa così come indicare proprietà terapeutiche inesistenti.
  • Richieste di contrassegni ed etichette per le bevande alcoliche. Le richieste in termini di etichette per i prodotti alcolici previste dall’FDA variano a seconda della tipologia di prodotto considerato:
    • Liquori o super alcolici. Le etichette devono contenere le seguenti informazioni: il nome della marca, il contenuto alcolico, gli ingredienti, il nome e l’indirizzo dell’importatore, il paese di origine, l’età e la presenza di colorante e aromatizzanti.
    • Vini. Le etichette devono contenere le seguenti informazioni: il nome della marca, la percentuale di vino straniero, il contenuto alcolico, gli ingredienti contenuti, il nome e l’indirizzo dell’
    • Bevande di malto (e.g. birre). Le etichette devono contenere le seguenti informazioni: il nome della marca, gli ingredienti contenuti, il nome e l’indirizzo dell’importatore, il nome dell’imbottigliatore, il contenuto alcolico.
  • Utilizzo della parola “light”/“lite”. L’utilizzo di questi termini devono essere accompagnati dall’indicazione dell’apporto calorico della bevanda.
  • Licenze per importare alcolici. Per poter importare qualsiasi bevanda alcolica negli Stati Uniti è necessario ottenere una licenza chiamata Importers Basic Permit direttamente dall’ATF. In più è necessario conformarsi alle richieste di licenza avanzate da ogni singolo stato degli Stati Uniti ed ai regolamenti previsti dalle singole città e giurisdizioni locali.

Leggi e Regolamenti

Quando si tratta di esportazione di bevande, analcoliche e non, o in generale ogni qual volta c’è di mezzo la salute dei cittadini americani, ci sono molte leggi e regolamentazioni da rispettare. Le leggi sono contenute nell’U.S. Code, mentre i regolamenti sono pubblicati nel Code of Federal Regulations. Alcuni dei più importanti sono:

  • Food, Drug and Cosmetic Art (21 USC 301)
  • Regulations on Food, Drugs and Cosmetics (19 CFR 12.1, 21 CFR 1.83)
  • Exportation of Armed Vessels, Arms, Liquor and Narcotics (18 USC 960)
  • Marks and Labels on Packages of Liquor (18 USC 1263)
  • Regulations on Labelling Alcoholic Beverages (19 CFR 12.37, 12.38; 27 CFR 251)
  • Excise Tax on Alcohol (26 USC 5001)
  • Regulations on Collection of Alcohol Excise Taxes (27 CFR 251.48)

Sono tanti altri i regolamenti che possono essere applicati a questo tipo di esportazioni, alcuni anche esclusivi di alcuni stati degli Stati Uniti. In ogni caso, quando si intende esportare prodotti come quelli accennati sopra, è sempre consigliabile affidarsi ad un esperto, che possa seguire l’imprenditore durante tutte le fasi del processo di esportazione, così da non incorrere in eventuali sanzioni, che possono in alcuni casi anche precludere l’attività negli USA.

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Costi del Trasporto Internazionale verso gli USA /it/il-blog-di-export-america/costi-trasporto-internazionale-usa/ /it/il-blog-di-export-america/costi-trasporto-internazionale-usa/#respond Mon, 16 Aug 2021 17:05:58 +0000 /?p=3137 The post Costi del Trasporto Internazionale verso gli USA appeared first on Export America Group.

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Introduzione

Quando si intende avviare o estendere una propria attività come esportatore di prodotti negli Stati Uniti, ci sono diversi fattori da tenere in considerazione, tra i più importanti c’è il trasporto internazionale dei container e i relativi costi. Questi ultimi possono variare molto secondo diversi fattori, che verranno affrontati in questo articolo.

Come sono calcolati i costi di spedizione?

Si possono riassumere i fattori che incidono sul costo di spedizione con cinque fattori, ovvero: volume/peso del carico, tipo di trasporto, distanza del luogo di destinazione, destinazione e periodo ’aԲԴ.

Volume/Peso del Carico

Ad influire sul costo di spedizione può essere uno tra volume e peso oppure entrambi, a seconda del tipo di spedizione. Infatti quando la spedizione è via mare, il fattore più importante è la dimensione del carico, mentre un trasporto areo porterà costi maggiori per carichi più pesanti.

Tipo di Trasporto

La tipologia di trasporto determinerà sia il costo che il tempo che impiegheranno le merci ad arrivare a destinazione. Infatti i trasporti arei tendono ad essere più veloci ma molto costosi, in contrasto con il trasporto via mare, che essendo più lento è più economico: il trasporto via mare arriva ad essere cinque volte più economico del trasporto areo.

Distanza del luogo di destinazione

Questo punto è piuttosto ovvio: maggiore è la distanza, maggiore è il costo. Un trasporto dall’Italia agli Stati Uniti è ovviamente più costoso di uno che attraversa solamente il Mediterraneo.

Destinazione

Le tasse e i pedaggi sono costi inevitabili, ma questi dipendono fortemente da Paese a Paese. Naturalmente dipendono a loro volta da qual è la destinazione del prodotto finale, ma è un fattore da tenere in considerazione.

Periodo dell’Anno

I trasporti internazionali hanno dei periodi “di punta”. Questi si verificano in estate, tra Agosto e Settembre, e subito dopo il Capodanno Cinese, tra Gennaio e Febbraio. Durante questi periodi di punta, la domanda di trasporti è molto alta e i prezzi si alzano di conseguenza. È quindi sempre buona norma evitare questi mesi per le proprie spedizioni, così da approfittare di prezzi più bassi per il trasporto verso gli USA.

Quale dimensione di container scegliere?

Ci sono diverse tipologie di container che possono essere utilizzati per i propri scopi, ma solitamente sono soltanto due i più gettonati: i 20-foot e i 40-foot.

Container 20-foot

I container di questo tipo hanno un volume di circa 33 metri cubi, di cui effettivamente utilizzabili 25-28. Ipoteticamente questi container possono contenere fino a 100 lavatrici.

Container 40-foot

Questi container forniscono il doppio dello spazio dei container 20-foot, ma il costo non è direttamente proporzionale. Infatti costano molto meno di due 20-foot e sono la scelta migliore nel caso in cui si intendano trasportare carichi molto grandi. Questi container hanno un volume di circa 67 metri cubi, di cui utilizzabili 54-58.

FCL o LCL?

A seconda del volume delle merci che si intendono spedire, potrebbe non essere conveniente pagare l’utilizzo di un intero container. Le compagnie di spedizione hanno trovato una soluzione che permette di non sprecare spazio nei container, offrendo ai clienti di condividere lo spazio di un container per le spedizioni di carichi poco voluminosi. Questa modalità di trasporto è nota come “Less than Container Load”, LCL. Per volumi maggiori dove la condivisione di un container non è possibile, l’alternativa è chiamata “Full Container Load”, FCL.

Perché scegliere FCL?

Quando si condivide l’utilizzo di un container, con LCL, ci sono alcuni tempi di attesa che sono inevitabili. I carichi infatti devono essere caricati e scaricati a seconda della destinazione e caricati su camion diversi, che ovviamente richiede tempo aggiuntivo. Questa modalità è quindi molto più veloce: il tempo di attesa aggiuntivo nel caso dell’LCL varia dai 4-5 giorni ai 15.

Con questa modalità le merci sono più sicure. Come anticipato nei carichi LCL, le merci vengono caricate e scaricate ad ogni porto/aeroporto a seconda della destinazione dei singoli beni, di fatto muovendoli molto di più e aumentando il rischio di danni.

Perché scegliere LCL?

LCL è il metodo più efficiente per trasportare carichi “piccoli”. Infatti se si intendono traportare solo poche scatole sarebbe inutile acquistare l’utilizzo di un intero container. Le compagnie comunque suggeriscono l’utilizzo di LCL solo se il volume del carico è inferiore ai 15 metri cubi.

Ulteriori costi da considerare

Una volta definiti il volume e il peso dei carichi, se la modalità di trasporto sarà FCL è LCL ed il tipo di trasporto che si intende adottare (areo o marittimo), ci sono alcuni altri fattori minori che bisogna tenere in considerazione. Questi sono:

  • Dazi doganali.
  • Tasse di ispezione dei container: negli Stati Uniti il 5% dei container vengono ispezionati.
  • General Rate Increase (GRI): è ciò che rende i costi di spedizione dei container variabili. Questi costi sono di fatto degli aumenti al costo di base delle spedizioni richiesti dalle compagnie di trasporto, che aumentano o diminuiscono il GRI a seconda, ad esempio, della domanda del mercato.
  • Spese di spedizioni interne (alla compagnia di trasporto).
  • Tasse di quarantena: è possibile che alcuni Paesi richiedano questa ispezione (a pagamento) per essere certi che nel Paese non entrino batteri o parassiti estranei al loro ecosistema. La quarantena per ispezione avviene spesso anche nel caso di trasporto animale.

È necessaria l’Assicurazione del Container?

In generale è sempre una buona scelta assicurare il proprio container. Il costo dell’assicurazione deriva dal valore, in termini monetari, del carico che si sta trasportando e non dal volume o dal peso, e ciò tiene i prezzi piuttosto bassi.

I trasporti internazionali sono comunque nel tempo diventati sempre più sicuri, grazie a container molto resistenti che possono essere mossi liberamente tra camion, navi e arei al fine di non dover scaricare e caricare le merci ogni volta A rendere ulteriormente sicuri i trasporti molte compagnie sfruttano il monitoraggio dei container tramite un codice che ne permette il tracciamento elettronico.

Esistono regolamentazioni molto severe che le compagnie di trasporto devono rispettare, ma i trasporti sono comunque pericolosi e gli incidenti possono verificarsi, l’acquisto di un’assicurazione può rivelarsi quindi vantaggioso.

Conclusioni

Esportare negli Stati Uniti è un business vantaggioso, ma il processo può rivelarsi complesso. È dunque quindi consigliabile affidarsi ad un esperto che possa seguire l’esportatore nei processi decisionali al fine di ottimizzare i costi e massimizzare i profitti.

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Le agenzie governative americane più importanti per il commercio /it/il-blog-di-export-america/le-agenzie-governative-americane-piu-importanti-per-il-commercio/ /it/il-blog-di-export-america/le-agenzie-governative-americane-piu-importanti-per-il-commercio/#respond Sat, 20 May 2017 08:14:00 +0000 /?p=2051 The post Le agenzie governative americane più importanti per il commercio appeared first on Export America Group.

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Commercio in USA: Le Agenzie Governative

  • USDA (United States Department of Agriculture)

Agenzia federale incaricata di controllare l’esportazione e l’importazione di prodotti agricoli, di emettere certificati sanitari ad animali, certificati di ispezione ad impianti fitosanitari , e certificati sanitari sui prodotti soggetti alla sua giurisdizione, come richiesto dai governi esteri per i prodotti esportati dagli Stati Uniti.

  • APHIS (Animal and Plant Health Inspection Service)

Importante suddivisione del USDA incaricata di ispezionare prodotti animali e vegetali. L’ APHIS comprende varie sotto-organizzazioni, tra cui la PPQ ( Plant Protection and Quarantine), che ispeziona le spedizioni di prodotti vegetali e pochissimi prodotti animali, e il cosiddetto Veterinary Services, che esamina gli animali e i problemi legati ai certificati sanitari.

  • BATF (US Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms)

Ente governativo statunitense responsabile dell’amministrazione e dell’imposizione di leggi e di regolamenti federali che monitorano e tassano gli esportatori per prodotti che contengono alcool tassabili, prodotti del tabacco, armi da fuoco, munizioni e di tutti gli elementi della lista munizioni degli Stati Uniti (USML).

  • DHS (US Department of 91ýland Security)

Creato il 1 ° marzo 2003. DHS si occupa di prevenire gli attacchi terroristici negli Stati Uniti, ridurre la vulnerabilità dell’America al terrorismo, e ridurre al minimo i danni da potenziali attacchi e da calamità naturali.

  • CBP (US Customs and Border Protection)

Agenzia responsabile, a partire dal 2003, di far rispettare tutte le leggi degli Stati Uniti in materia di importazione, esportazione e immigrazione. Queste leggi riguardano persone, mezzi di trasporto e merci che attraversano le frontiere degli Stati Uniti, e comprendono la riscossione dei dazi e tasse esigibili all’importazione.

  • OGA (Other Government Agencies)

Si riferisce a tutte quelle agenzie diverse dal US Customs and Border Protection. CBP è responsabile di far rispettare le leggi e regolamenti emesse da oltre 40 agenzie comprese nell’ OGA.

  • DOC (U.S. Department of Commerce)

Agenzia governativa instituita per supervisionare il commercio internazionale e statunitense con lo scopo principale di creare posti di lavoro, di promuovere la crescita economica, di favorire lo sviluppo sostenibile e di migliorare gli standard di vita per tutti gli americani. Tra i suoi compiti è compresa anche la raccolta di dati economici e demografici per il processo decisionale di business e di governo, e di contribuire a stabilire standard industriali.

  • US Census Bureau

Sub-agenzia del Dipartimento del Commercio. Tra le molte altre funzioni, il censimento raccoglie, tabula e pubblica statistiche relative al commercio degli Stati Uniti.

  • DOS (U.S. Department of State)

Il DOS è responsabile dell’esportazione di articoli per la difesa, ossia tutti gli elementi elencati nella lista munizioni degli Stati Uniti (USML). Il commercio di tali elementi necessita di una licenza di importazione o esportazione dall’Ufficio DOS .

  • DOT (U.S. Department of Transportation)

Responsabile della regolazione della spedizione di materiali pericolosi (HAZMAT) attraverso tutte le modalità di trasporto all’interno degli Stati Uniti e di trasporto internazionale. DOT regola anche l’importazione di veicoli a motore.

  • EPA (US Environmental Protection Agency)

Agenzia governativa statunitense indipendente incaricata di un’ampia protezione ambientale, di ricerca e funzioni educative, tra cui una varietà di norme e regolamenti che riguardano il trasporto di inquinanti ambientali, le emissioni dei motori per mezzi di trasporto, ed alcuni prodotti chimici nel commercio internazionale.

  • F&W (U.S. Fish and Wildlife Service)

Ufficio all’interno del Dipartimento degli Stati Uniti degli Interni, responsabile per la protezione, la conservazione, e la valorizzazione del pesce e della fauna selvatica e dei loro habitat. Assistiti dal CBP, il Fish and Wildlife Service regola le importazioni in suolo statunitense di prodotti che rientrano nella sua giurisdizione, compresi quelli derivati da specie protette.

  • FCC (Federal Communications Commission)

Istituita nel 1934, ha il compito di monitorare le comunicazione interstatali e internazionali via radio, televisione, via satellite e via cavo. La giurisdizione della FCC copre i 50 Stati, il Distretto di Columbia, e i possedimenti degli Stati Uniti. La FCC regola anche l’importazione di dispositivi a radiofrequenza.

  • FDA (US Food and Drug Administration)

FDA ha giurisdizione sull’importazione e l’esportazione di prodotti alimentari e prodotti farmaceutici, che comprendono cosmetici, dispositivi medici ed alcuni farmaci.

  • FMC (US Federal Maritime Commission)

Agenzia statunitense indipendente creata dal Congresso per regolamentare il commercio oltreoceano e inter-costiero. Responsabile della regolamentazione del sistema trasporto internazionale degli Stati Uniti a beneficio degli esportatori statunitensi, importatori, e dei consumatori americani.

  • IATA (International Air Transport Association)

Associazione commerciale che rappresenta numerosi corrieri aerei internazionali. IATA stabilisce le norme per il trasporto aereo, promulga norme in materia di accordi interlinea e spesso esercita influenza sui prezzi e il servizio dei propri utenti .

  • OFAC (Office of Foreign Assets Control)

OFAC amministra e fa rispettare le sanzioni economiche e commerciali nei confronti di paesi stranieri mirati, organizzazioni che promuovono il terrorismo e narcotrafficanti internazionali. Il sito OFAC fornisce informazioni relative a queste sanzioni, nonché l’elenco completo delle Specially Designated Nationals (la “Lista SDN”).

 

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La fattura commerciale per esportare materiale in USA /it/il-blog-di-export-america/la-fattura-commerciale-per-esportare-materiale-usa/ /it/il-blog-di-export-america/la-fattura-commerciale-per-esportare-materiale-usa/#respond Sat, 13 May 2017 07:46:55 +0000 /?p=2033 The post La fattura commerciale per esportare materiale in USA appeared first on Export America Group.

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Fattura Commerciale USA

Le leggi e i regolamenti del processo di importazione/esportazione in USA sono complicate e numerose, così come numerosi sono i documenti e le informazioni necessarie da consegnare alla polizia doganale. Uno dei documenti più importanti e necessari al fine dell’esportazione è la fattura commerciale. Senza quest’ultima, risulterà difficile sapere come si sta svolgendo la spedizione in questione o quanto dazio da pagare è stato calcolato. Questi sono gli elementi essenziali da inserire nella vostra fattura commerciale:
  • Il porto d’ingresso. Sempre specificare la destinazione della merce
  • Data e luogo della vendita, informazione sull’acquirente e il venditore. Deve essere elencato il nome e l’indirizzo dell’acquirente e il venditore come anche le condizioni di vendita.
  • Una descrizione dettagliata della merce. Precisare la natura degli articoli nel dettaglio, per cosa sono utilizzati, di che materiale sono . Inserire abbastanza informazioni sulle merci così da permettere una corretta valutazione da parte della dogana.
  • La quantità e il peso. Se il dato richiesto dalla dogana è il peso netto, questo deve essere presente o nella fattura o nella lista d’imballaggio. Inoltre, sempre assicurarsi che siano indicate le unità di misura.
  • Il prezzo di acquisto di ogni articolo o il valore di ogni articolo, nel caso in cui gli articoli non siano stati acquistati. Se gli articoli non sono stati acquistati, è necessario comunque indicarne il valore. Deve essere dichiarato alla dogana anche qualsiasi tipo di articolo gratuito.
  • Valuta. Nonostante molti trascurino questo requisito assumendo che la valuta è già in dollari americani, questo dato deve comunque essere indicato nella fattura.
  • Costi aggiuntivi. L’ufficio doganale consente di dedurre questi costi dalla fattura nel caso in cui fossero prepagati e inclusi nel totale della fattura, ma solo se si presenta un allegato alla fattura con queste spese riportate. Tali costi aggiuntivi potrebbero includere il trasporto, assicurazione, commissioni, ecc
  • Eventuali sconti o danni. Questi dati devono essere elencati e specificati singolarmente sulle fatture.
  • Il paese d’origine delle merci. La dogana americana richiede che venga specificata nella fattura la nazione esatta nella quale sono stati fabbricati gli articoli. Luogo che può differenziarsi dal porto di imbarco.
  • Eventuali assist non inclusi nel prezzo di fattura. Questo tipo di informazione include utensili, matrici, stampi, o piani di ingegneria che non sono stati inclusi nel prezzo della fattura.

Oltre a tutti i requisiti sopra elencati, la dogana statunitense richiede che tutte le fatture commerciali siano scritte in inglese o abbiano una traduzione in inglese allegata.

 

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La terminologia delle spedizioni verso gli Stati Uniti /it/il-blog-di-export-america/la-terminologia-delle-spedizioni-verso-gli-stati-uniti/ /it/il-blog-di-export-america/la-terminologia-delle-spedizioni-verso-gli-stati-uniti/#respond Sat, 06 May 2017 08:39:32 +0000 /?p=2027 The post La terminologia delle spedizioni verso gli Stati Uniti appeared first on Export America Group.

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Spedizioni in USA: la terminologia

EXW

Ex Works significa che la consegna della merce viene effettuata dal venditore mettendola a disposizione presso la propria sede oppure trasferendola in altro luogo convenuto . Questo termine rappresenta quindi l’obbligo minimo per il venditore, lasciando all’acquirente tutte le spese e i rischi relativi al prelievo della merce (non sdoganata per l’esportazione e non caricata su alcun mezzo) dai locali del venditore.

FCA

Free Carrier significa che il venditore consegna la merce ( sdoganata all’esportazione) al corriere designato dal compratore, nel luogo convenuto. L’acquirente si deve occupare a proprie spese del trasporto della merce dal luogo in questione.

FAS

Free Alongside Ship significa che il venditore deve trasportare la merce fino al molo nel porto di imbarco. Questo implica che l’acquirente deve sostenere tutti i costi ed eventuali danni alla merce da quel momento in poi. In questo caso è il venditore ad essere responsabile dello
sdoganamento della merce per l’esportazione. Questo termine è valido solo per spedizioni marittime.

FOB

Free on Board significa che il fornitore si deve assicurare che le merci siano caricate a bordo della nave designata dal compratore nel porto di imbarco. L’acquirente deve sostenere tutti i costi ed assumersi il rischio di perdita o di danni alla merce da quel punto in poi. Anche in questo caso il venditore si occupa dello sdoganamento della merce per l’esportazione. Questa sigla è valida solo per spedizioni marittime.

CFR

Cost and Freight significa che il venditore deve far sì che le merci consegnate siano caricate a bordo della nave nel porto di imbarco. Con questa sigla il venditore copre tutti i costi necessari per trasportare la merce fino al porto di destinazione, copre le spese addizionali causate da incidenti accaduti dopo il momento della consegna, i costi dello sdoganamento della merce per l’esportazione, ma non l’assicurazione. Questo termine è usato esclusivamente per il commercio marittimo.

CIF

Cost, Insurance & Freight. Questo termine è molto simile al precedente. Infatti in questo caso il venditore si assicura che la merce sia caricata a bordo della nave designata nel porto di imbarco, paga i costi per trasportare la merce fino al porto di destinazione, ma una volta caricata la merce sulla nave, le spese addizionali causate da fatti accaduti dopo il momento della consegna e il rischio di perdita o
danneggiamento della merce vengono trasferiti dal venditore al compratore. Inoltre lo sdoganamento della merce per l’esportazione e una copertura assicurativa minima sono responsabilità del fornitore. Questo termine è valido solo per le spedizioni marittime.

CPT

Carrier Paid To significa che il venditore si assume la maggior parte del costo del trasporto della merce consegnando la merce al corriere da lui stesso designato. Questi costi comprendono le spese di sdoganamento per l’esportazione, spese di trasporto e le tasse al porto di destinazione. Però il venditore non paga per l’assicurazione che rimane obbligo del compratore.

CIP

Carriage & Insurance Paid. Molto simile a CPT in quanto il venditore è responsabile della maggior parte dei costi di trasporto comprese le spese di sdoganamento per l’esportazione, spese di trasporto e le tasse al porto di destinazione. Però in questo caso il venditore è responsabile anche dell’acquisto di un’assicurazione contro il rischio di perdita o danneggiamento della merce durante il trasporto.

DAT

Delivered at Terminal significa che il venditore consegna la merce al terminal o luogo di destinazione designato. Il venditore copre tutti i costi di trasporto (tasse di esportazione, trasporto, assicurazione e tasse portuali destinazione) e si assume tutti i rischi fino a quando le merci sono scaricate al terminale. L’acquirente copre il costo di trasporto delle merci dal terminale o il porto d’arrivo fino alla destinazione
finale e paga i costi di dazio doganale. Questo termine si applica a qualsiasi mezzo di trasporto . La parola “Terminal” comprende qualsiasi luogo, coperto o meno, come ad esempio una banchina, magazzino, terminal ferroviario o terminal aereo, quindi, deve essere specificato nel modo più chiaro possibile.

DAP

Delivered at Place significa che il venditore paga tutte le spese di trasporto (tasse di esportazione, trasporto, assicurazione e tasse portuali di destinazione) fino ad includere la consegna della merce fino alla destinazione finale. L’acquirente è tenuto a pagare solo le spese doganali per l’importazione ed è responsabile per lo scarico della merce dal veicolo alla destinazione finale.

DDP

Delivered Duty Paid significa che il venditore si occupa di tutti i costi di trasporto, tasse di esportazione , assicurazione, costi di sdoganamento per l’importazione, tasse portuali alla destinazione, consegna alla destinazione finale. L’acquirente è responsabile solo ed esclusivamente dello scarico della merce dal mezzo di trasporto concordato alla destinazione finale.

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