Documentazione Archives - Export America Group Export America Group Mon, 01 May 2023 17:14:49 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.9.3 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-32x32.jpg Documentazione Archives - Export America Group 32 32 Agente Registrato per Nuove Imprese in USA /it/il-blog-di-export-america/agente-registrato-per-nuove-imprese-in-usa/ /it/il-blog-di-export-america/agente-registrato-per-nuove-imprese-in-usa/#respond Mon, 01 May 2023 17:03:42 +0000 /?p=3590   Quando si apre una società in USA il Governo Americano necessita di una figura di riferimento con cui interagire...

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Quando si apre una società in USA il Governo Americano necessita di una figura di riferimento con cui interagire in caso di notifiche legali o commerciali e che sia in grado di fornire tempestivamente documentazioni e risposte al Segretario di Stato. Questa persona è identificabile con l’agente registrato o Registered Agent

Cos’è un Agente Registrato per le Nuove Imprese?

Un agente registrato è una persona fisica o giuridica che accetta documenti fiscali o legali per conto di un’attività terza.
Molti Stati richiedono che quando si fonda una LLC o una qualsiasi società, si ingaggi appunto uno di questi agenti registrati.
Si può incaricare un servizio professionale che svolga questa funzione, oppure il ruolo può essere ricoperto dallo stesso proprietario della ditta, o da un suo collaboratore; l’importante è che vengano rispettati i criteri determinati dai singoli Stati.

Definizione di Agente Registrato

“Agente registrato” (registered agent) è un termine utilizzato nel mondo legale e commerciale per descrivere un individuo o un’organizzazione designata responsabile a ricevere notifiche governative e legali per conto di un entità commerciale.
L’agente registrato deve avere un indirizzo fisico nello Stato in cui è registrato, avere regolari orari d’ufficio da momento che le notifica governative saranno consegnate a tale indirizzo.
La maggior parte degli Stati richiedono che venga designato un agente registrato al momento dell’apertura di una LLC o di un’altra società.
Dopo aver determinato quale struttura aziendale si adatta meglio alle esigenze della società, è necessario incaricare un agente registrato quando si deposita lo Statuto presso il Segretario di Stato o un organismo di regolamentazione simile.
A questo punto la domanda è:

Posso Essere il Mio Agente Registrato?

E’ possibile solo se si è cittadini americani e residenti in USA, ma un imprenditore può anche scegliere di incaricare un funzionario o un membro della propria attività, un servizio o un amico di cui si fida, purché la persona prescelta soddisfi i seguenti requisiti:

  • Sia sempre disponibile di persona durante gli orari d’ufficio.
  • Sia maggiore o abbia almeno 18 anni di età.
  • Abbia un indirizzo fisico nello Stato dove ha sede la compagnia.

Un’altra e più consigliabile opzione potrebbe essere quella di assumente un servizio professionale. I vantaggi che ne derivano superano di gran lunga i costi e sono la scelta migliore per la maggior parte delle piccole imprese. Si riducono in questo modo i rischi che sono numerosi; infatti ogni Stato applica il proprio insieme di regole relative al ruolo di un agente registrato. Pertanto, è essenziale che gli imprenditori comprendano i propri obblighi e adottino le misure necessarie per garantire il rispetto delle leggi statali applicabili. Inoltre, prendersi la responsabilità di essere un agente registrato significa monitorare la posta inviata dall’ufficio del Segretario di Stato per qualsiasi notifica o corrispondenza relativa a questioni legali che l’azienda deve affrontare. Questo può rappresentare un onere economico e di lavoro significativo oltre all’esecuzione delle operazioni quotidiane se non gestito correttamente.

Vediamo ora nel dettaglio perché è conveniente assumere un professionista:

  • Conformità alla legge: un servizio può ricordarti le scadenze imminenti ed importanti e conservare copie di essenziali documenti aziendali. Di conseguenza, è molto meno probabile che si debbano affrontare conseguenze legali e finanziarie o, peggio ancora, che si rischi di perdere del tutto l’attività. Un servizio professionale, può:
    1. Aiutarti a trovare commercialisti e professionisti legali competenti in materia delle leggi dello Stato. Infatti la maggior parte delle aziende ha bisogno di assistenza contabile o legale durante il processo di costituzione.
    2. Conserva copie dei documenti aziendali. In caso di furto, calamità naturali o altre perdite impreviste, si ha un backup di tutti gli incartamenti importanti.
  • հԱܾà: Un servizio di agente registrato dà tranquillità in modo da poter concentrare tempo, energie e attenzione sulla gestione della ditta. Ecco cosa può fare un servizio professionale per alleviare lo stress:
    1. Rendere la crescita della società la priorità numero uno. Importanti documenti della LLC verranno automaticamente ricevuti e archiviati in maniera sicura e corretta.
    2. Aiutare a mantenere l’equilibrio tra lavoro e vita privata. La posta aziendale e quella personale sono tenute separate, evitando ad un imprenditore di farsi fagocitare dagli incartamenti togliendo tempo prezioso alla famiglia.
    3. Offrire una guida personale. Si ha un supporto aggiuntivo se l’azienda incontra un problema o se sorgono domande.
  • à: come già detto, un agente deve essere fisicamente disponibile per ricevere documenti e comunicazioni ogni giorno durante il normale orario lavorativo.
    Con un servizio professionale si può:

    1. Mantenere orari di lavoro flessibili. L’agente deve essere disponibile dalle 8:00 alle 17:00 ogni giorno della settimana. Assumendo un servizio professionale, si può usufruire di una maggiore flessibilità oraria.
    2. Oltre ad agire come registered agent, un servizio professionale può formare una LLC in un altro Stato. L’agente deve avere una residenza legale nello Stato in cui è costituita l’attività. Assumere un servizio professionale consentirà di formare una LLC in uno qualsiasi dei 50 Stati.
    3. Formare una LLC in più Stati. Se si imposta la società in modo da avere una presenza fisica in più Stati, si dovrà disporre di un agente designato per ogni Stato.
  • Privacy: Apprezziamo tutti la nostra privacy. L’indirizzo del servizio di agente registrato sarà elencato nel registro pubblico, non l’indirizzo personale dell’imprenditore o dell’ufficio. Un servizio di agente registrato manterrà la privacy: sarebbe davvero imbarazzante ricevere una notifica di una causa legale di fronte alla propria famiglia, ai dipendenti o, peggio ancora, ai clienti.

Come Scegliere un Agente Registrato

Suggeriamo di trovare un servizio di agente registrato con le seguenti caratteristiche:

  • Gestione della conformità: solleciti per l’archiviazione delle relazioni annuali e altre scadenze importanti
  • Gestione dei documenti: scansione locale di tutti i documenti ufficiali in modo da potervi accedere dal tuo account online
  • پDzԾà: un team di assistenza clienti affidabile che possa rispondere a qualsiasi domanda si possa avere
  • Copertura completa: la capacità di fornire servizi di agente registrato in tutti i 50 Stati

Domande Frequenti

  1. Quanto costano gli agenti registrati?
    Un servizio professionale può costare da $ 300 a $ 500, ma usufruirne farà risparmiare tempo e denaro a lungo termine.
  2. Cos’è un agente legale, uno statutory agent, resident agent o service process agent?
    Un agente legale è un altro nome per identificare un agente registrato, un agente di processo o un agente residente. Sebbene la maggior parte degli Stati utilizzi il nome di agente registrato, Stati diversi utilizzano titoli diversi.
  3. Cosa significa “notifica del processo” (service of process)?
    Notifica del processo significa ricevere documenti legali, come una citazione. Una citazione è un ordine di comparire davanti a un giudice per una causa pendente.
  4. Cos’è un agente registrato commerciale (commercial registered agent)?
    Quando un imprenditore costituisce un’entità commerciale, potrebbe essergli chiesto se sta eleggendo un agente registrato commerciale o non commerciale. Alcuni Stati si riferiscono agli agenti professionisti come agenti commerciali e ai singoli agenti come non commerciali.

 

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Come Registrare un Marchio negli USA /it/il-blog-di-export-america/come-registrare-un-marchio-negli-usa/ /it/il-blog-di-export-america/come-registrare-un-marchio-negli-usa/#respond Thu, 16 Mar 2023 21:05:46 +0000 /?p=3579   Se avete un’attività commerciale che opera o intende operare negli Stati Uniti, sapete quanto sia importante avere un marchio...

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Se avete un’attività commerciale che opera o intende operare negli Stati Uniti, sapete quanto sia importante avere un marchio che vi identifichi e vi distingua dalla concorrenza. Un marchio è un segno distintivo che può consistere in una parola, un nome, un simbolo, un logo o una combinazione di questi elementi, e che serve a indicare l’origine e la qualità dei vostri prodotti o servizi. Registrare il vostro marchio negli Stati Uniti vi permette di proteggere la vostra reputazione e il vostro investimento, impedendo ad altri di usare richiami simili o confondibili con il vostro senza consenso. In questo articolo vi spiegheremo come registrare un marchio negli Stati Uniti, quali sono le condizioni e i vantaggi della registrazione e come difendere i vostri diritti in caso di violazione o contraffazione.

Requisiti per la Registrazione di un Marchio negli USA

Per registrare un marchio negli Stati Uniti, è necessario soddisfare . Vediamoli nel dettaglio.

  • Requisito di uso: il marchio deve essere stato usato (vedi il prossimo paragrafo per maggiori dettagli in fase di domanda). Questo significa che non basta avere un’idea di un marchio, ma bisogna dimostrare di averlo effettivamente applicato a un prodotto o servizio offerto al pubblico. Questa dimostrazione può avvenire tramite la presentazione di prove come fatture, etichette, cataloghi o siti web.
  • Requisito di distintività: il marchio deve essere distintivo, ovvero capace di identificare l’origine dei prodotti o servizi e di distinguerli da quelli della concorrenza. Non sono registrabili i marchi generici, descrittivi o ingannevoli. I marchi generici sono quelli che indicano la categoria merceologica a cui appartengono i prodotti o servizi (es. COMPUTER), i marchi descrittivi sono quelli che descrivono una caratteristica dei prodotti o servizi (es. VELOCE), ed infine i marchi ingannevoli sono quelli che inducono in errore il consumatore sull’origine, la qualità o la natura dei prodotti o servizi (es. SWISS CHOCOLATE per cioccolato non svizzero).
  • Requisito di non confondibilità: il marchio non deve essere confondibile con altri già registrati o richiesti negli Stati Uniti. Per verificare questo aspetto, è consigliabile effettuare una ricerca preliminare sul , dove si possono consultare tutti i marchi depositati e registrati negli Stati Uniti.

Oltre a questi requisiti principali, c’è anche un ulteriore requisito legale: la registrazione del marchio non deve essere vietata dalla legge americana per motivi morali, politici o sociali.

Procedura per la Registrazione un Marchio negli USA

Dopo aver verificato di soddisfare i requisiti, per registrare un marchio negli Stati Uniti è necessario seguire una serie di passaggi per completare la domanda. Vediamoli brevemente:

  • Scegliere il tipo di domanda: esistono due tipi di domanda per registrare un marchio negli Stati Uniti: la domanda basata sull’uso, oppure basata sull’intenzione di uso (intent-to-use application). La prima si usa quando il marchio è già stato usato nel commercio interstatale o internazionale, mentre la seconda si usa quando il marchio non è ancora stato usato ma si ha l’intenzione di usarlo entro sei mesi dalla data della domanda. In questo caso, bisogna poi presentare una dichiarazione di uso (statement of use) entro il termine stabilito.
  • Compilare il modulo online: la domanda va presentata online tramite il sito dell’USPTO (United States Patent and Trademark Office), l’ufficio federale che si occupa della registrazione dei marchi negli Stati Uniti. Il modulo richiede di inserire i dati del richiedente, la rappresentazione grafica del marchio, l’elenco dei prodotti o servizi da proteggere e la classe merceologica di riferimento. Inoltre, bisogna allegare le prove dell’uso del marchio o dichiarare l’intenzione di uso.
  • Pagare le tasse: la domanda ha un costo variabile a seconda del tipo di domanda e del numero di classi merceologiche richieste. Va considerato che in caso di cittadini stranieri, per poter essere rappresentati presso gli uffici dell’USPTO, è necessario rivolgersi ad un attorney, le cui tariffe variano in media dai $500 ai $2000. Le tariffe sui marchi USPTO sono calcolate su base “per classe”. Ciò significa che se i tuoi prodotti o servizi rientrano in più di una classe merceologica, ciò aumenterà il costo finale per ottenere un marchio. Queste tariffe variano su vari fattori, in generale spaziano dai $225 ai $600. Le tasse vanno pagate al momento della presentazione della domanda tramite carta di credito o bonifico bancario.
  • Attendere l’esito dell’esame: dopo aver presentato la domanda, bisogna attendere che un esaminatore dell’USPTO controlli che il marchio soddisfi i requisiti legali e che non sia in conflitto con altri marchi già registrati o richiesti. Questa fase può durare da alcuni mesi a oltre un anno. Se l’esaminatore rileva delle irregolarità o delle obiezioni, invia una lettera al richiedente con le motivazioni e le eventuali modifiche da apportare alla domanda entro un termine stabilito.
    A seconda dell’esito della valutazione dell’esaminatore, la domanda può essere approvata in toto, approvata con riserva o rifiutata. Se la domanda è approvata in toto, significa che il marchio è ritenuto distintivo e originale e non presenta problemi di sovrapposizione con altri marchi esistenti. In questo caso l’esaminatore procede alla pubblicazione del marchio sul bollettino ufficiale () per consentire a eventuali terzi interessati di opporsi alla registrazione entro 30 giorni dalla data di pubblicazione. Se la domanda è approvata con riserva, significa che il marchio è ritenuto meramente descrittivo (merely descriptive) dei beni o servizi offerti dal richiedente. Un marchio meramente descrittivo è quello che descrive una funzione, caratteristica, scopo, uso, qualità o ingrediente dei beni o servizi. Ad esempio, il marchio “Poltronesofà” per contraddistinguere divani e poltrone è considerato meramente descrittivo. In questo caso l’esaminatore non approva la registrazione nel Registro Principale (Principal Register), ma offre al richiedente la possibilità di registrare il suo marchio nel Registro Supplementare (Supplemental Register). Il Registro Supplementare offre una protezione limitata al marchio e consente al richiedente di ripresentare la domanda per il Registro Principale dopo 5 anni. Se la domanda è rifiutata, significa che il marchio è ritenuto generico o in conflitto con altri marchi già registrati o richiesti. Un marchio generico è quello che indica un intero tipo di prodotto o servizio piuttosto che distinguere un prodotto o servizio da un altro. Ad esempio, il nome “Fenitoina” per contraddistinguere un farmaco antiepilettico è considerato generico. In questo caso l’esaminatore invia una lettera al richiedente con le motivazioni del rifiuto e le eventuali modifiche da apportare alla domanda entro un termine stabilito.
  • Ottenere il certificato: se nessuno si oppone alla registrazione del marchio o se le opposizioni vengono respinte dall’USPTO, il richiedente riceve il certificato di registrazione che attesta i diritti esclusivi sul marchio negli Stati Uniti. Il certificato viene inviato via posta dopo circa tre mesi dalla data della decisione finale dell’USPTO.

Vantaggi e Svantaggi della Registrazione di un Marchio

La registrazione di un marchio negli Stati Uniti comporta una serie di vantaggi e svantaggi che è bene conoscere prima di intraprendere questa operazione. Tra i vantaggi possiamo citare:

  • Il riconoscimento del diritto esclusivo di utilizzare il marchio registrato su tutto il territorio nazionale, evitando che altri possano farlo senza il nostro consenso;
  • La possibilità di tutelarsi, anche per vie legali, nei confronti di terzi che utilizzino impropriamente il vostro marchio.
  • La possibilità di sfruttare economicamente il marchio attraverso la concessione in uso a terzi, ad esempio mediante licenze o franchising;
  • La possibilità di estendere la registrazione del marchio ad altri paesi tramite il , semplificando le procedure e riducendo i costi.

Tra gli svantaggi, invece:

  • Il costo piuttosto elevato della domanda di registrazione presso l’USPTO. Il tempo lungo della procedura di registrazione, che può richiedere da 6 mesi a 2 anni a seconda della complessità del caso;
  • Il rischio di ricevere opposizioni da parte di altri titolari di marchi registrati o in uso negli Stati Uniti, che possono ritardare o impedire l’approvazione della nostra domanda;
  • L’obbligo di mantenere in vita il marchio registrato attraverso l’uso effettivo e continuativo nel commercio e il pagamento delle tasse periodiche.

Come si può vedere, la registrazione di un marchio negli Stati Uniti presenta vantaggi e svantaggi che vanno valutati attentamente prima di procedere.

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto cos’è un marchio e perché sia importante registrarlo negli Stati Uniti se si vuole espandere il proprio business in quel mercato. Abbiamo anche elencato i requisiti e la procedura per depositare una domanda di registrazione presso l’USPTO, nonché i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano. Speriamo di avervi fornito informazioni utili e chiare su questo argomento. Se avete domande o dubbi, non esitate a contattarci. Saremo lieti di assistervi e consigliarvi al meglio.

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Negli ultimi 20 anni il modo di acquistare dei consumatori americani è cambiato drasticamente. Quasi la metà di tutte le vendite che giornalmente avvengono negli USA sono direttamente o indirettamente collegate ad Amazon.
Chi avesse quindi intenzione di avviare un’attività o estendere le proprie vendite al mercato americano dovrebbe seriamente prendere in considerazione l’opzione di aprire un proprio negozio virtuale sulla piattaforma di e-commerce. Farlo non è complicato, ma bisogna prestare attenzione ad alcuni dettagli e valutare attentamente le possibilità che Amazon offre.

Fulfillment by Amazon (FBA) è un servizio che aiuta le aziende a crescere fornendo accesso alla rete logistica di Amazon. Le aziende inviano prodotti ai centri di evasione ordini Amazon e quando un cliente effettua un acquisto, FBA gestisce la ricezione, l’imballaggio, la spedizione, il servizio clienti e i resi per tali ordini.

Essendo di fatto un’attività commerciale, chi intende vendere tramite Amazon USA FBA deve necessariamente versare principalmente due tipologie di tasse: le tasse sul reddito (sales tax) e le tasse federali/statali. Infatti lo U.S. Code stabilisce (https://www.law.cornell.edu/uscode/text/26/882) che una società estera che è impegnata in attività commerciali sul suolo statunitense è soggetta al fisco federale, con imposte sul reddito in quanto la propria attività commerciale è intrinsecamente connessa al tessuto commerciale degli USA.

Amazon FBA

In sostanza Amazon FBA (“Fulfillment by Amazon”) è un programma di gestione ed evasione degli ordini offerto da Amazon ai piccoli imprenditori e venditori. Con questo sistema, il venditore non dovrà preoccuparsi degli aspetti più complicati come stoccaggio, consegna, imballaggio, resi e servizio clienti. Il prodotto inserito sul sito di e-commerce comparirà nella pagina di ricerca dei potenziali compratori. Questi ultimi potranno inoltre usufruire della consegna “prime” per poter ricevere i prodotti acquistati il giorno seguente a quello dell’acquisto.

Per iniziare è necessario creare un account venditore su Amazon. Per maggiori informazioni riguardo questo passaggio visita Vendere su Amazon USA con LLC: Indirizzo Fisico.

Il venditore straniero prepara quindi il suo inventario secondo le istruzioni di Amazon e spedisce gli articoli, a proprie spese (comprese le dogane e i dazi), ad Amazon, che poi conserva gli articoli in uno o più se i suoi magazzini in tutto il paese.

Una volta immagazzinato, il prodotto del venditore straniero viene pubblicizzato su Amazon.com, dove il venditore viene identificato accanto al prodotto. Amazon evade gli ordini dei clienti effettuati su Amazon.com (o le richieste di evasione inviate per le vendite non su Amazon). Sceglie i prodotti del venditore dall’inventario, li imballa per la consegna e spedisce i prodotti ai clienti dalla sua rete di centri di evasione ordini.

Ai venditori viene addebitato un piccolo canone mensile, una tassa di adempimento per unità e una tassa di stoccaggio per piede cubo (le cui tariffe possono aumentare a seconda delle dimensioni e del tipo di prodotto). I ricavi delle vendite meno queste commissioni vengono pagate da Amazon al venditore su base mensile. Le tasse federali statunitensi non vengono trattenute sui pagamenti da parte di Amazon a venditori stranieri.

Sales Tax

Se si dispone di un business online, potrebbe essere necessario pagare l’imposta sulle vendite per le transazioni online. Anche nel caso delle vendite online, la sales tax è controllata e imposta in modo differente da stato a stato. Questo dipende dal proprio stato e dal proprio status fiscale all’interno dello Stato. Il Sales Tax Nexus, determina se un business ha una presenza significativa in un’area tale da dover pagare le Sales Tax. La presenza nel territorio include il proprio commercio, impiegati, magazzini e inventario. Il Nexus Economico è simile al nesso dell’imposta sulle vendite, ma per le vendite online. Ogni stato con leggi sul nesso economico stabilisce la propria soglia che le imprese devono soddisfare per avere un nesso economico.Sebbene le soglie di nesso economico varino, la soglia più comune è quando un venditore raggiunge $ 100.000 in vendite o 200 transazioni in un anno. Per maggiori informazioni visita Le sales tax per chi vende online in USA e Sales Tax negli USA.

Tasse Federali e Statali

Amazon viene considerato un “Independent Agent”, infatti i venditori stranieri non possiedono interessi di controllo in Amazon e non c’è affiliazione legale. Inoltre, Amazon non è soggetta alle istruzioni dei venditori in merito allo svolgimento delle sue operazioni o soggetta al controllo da parte dei venditori. In realtà è vero in larga misura il contrario. Un venditore straniero deve aderire a una serie di politiche di Amazon per partecipare ad Amazon FBA.

La responsabilità fiscale degli Stati Uniti dipende essenzialmente dal fatto che il venditore straniero stia generando reddito attribuibile a un cosiddetto “permanent establishment” negli Stati Uniti. A questo proposito, le attività di un agente indipendente normalmente non creano un cosiddetto nexus (vedi sopra) negli Stati Uniti ai sensi delle disposizioni degli Stati Uniti.

In questo caso, quindi, il venditore italiano non è soggetto all’imposta federale sul reddito degli Stati Uniti, anche se il reddito derivante dalle attività del venditore è fonte statunitense. Tuttavia, al venditore è comunque richiesto di presentare una dichiarazione dei redditi federale degli Stati Uniti. Ad ogni modo, nel caso italiano, bisogna far riferimento ai trattati Italia-USA sulle vendite online () e, in particolare, sulla convenzione Italia – USA contro le doppie imposizioni. ().

Commercianti stranieri non risiedenti negli USA che vendono merci su Amazon

I commercianti non statunitensi di tutto il mondo vendono merci negli Stati Uniti tramite Amazon.com. Le domande sulle imposte statunitensi di questa attività commerciale sono molto comuni. La risposta dipende dallo stato del venditore (individuale o aziendale) e dalla disponibilità del trattato fiscale tra gli Stati Uniti e il paese residente del venditore.

Le imposte statunitensi differiscono significativamente a seconda che il commerciante straniero senza residenza venda beni come:

  1. Venditore Individuale
  2. LLC intestata al venditore
  3. Attraverso un’azienda non statunitense

Un ulteriore distinzione si ha nei seguenti casi:

  • Il venditore risiede in paesi che hanno un trattato fiscale con gli Stati Uniti (Trattato ITA-USA: )
  • Il venditore risiede in paesi che NON hanno un trattato fiscale con gli Stati Uniti

Il venditore risiede in un paese che ha un trattato fiscale con gli Stati Uniti

Analizziamo ora i tre scenari (1, 2, 3 del sottoparagrafo sopra) nel caso di Paesi, come ’Iٲ, che hanno un trattato fiscale con gli USA, con riferimento ai doveri che il venditore deve adempire per avviare la sua attività commerciale:

  1. Venditore Individuale:
    • Il venditore deve fare richiesta del Numero ITIN (Individual Tax Identification Number). Per maggiori informazioni visita: È possibile avviare un’attività con il codice ITIN?
    • Il venditore deve completare il modulo W8-BEN rivendicando i “benefici del trattato fiscale” per consentire l’esenzione dei proventi delle vendite di Amazon dalla ritenuta d’imposta del 30%.
    • Il venditore deve inviare il modulo ad Amazon.
    • Nel caso in cui si superi la soglia di $20k in vendite o le 200 transazioni, Amazon richiederà l’invio del form 1099K per l’anno seguente.
    • Il venditore deve presentare il modulo 1040NR all’IRS, ma i redditi dalle vendite dovrebbero essere esenti da tassazione attraverso il trattato fiscale (tramite un calendario specifico del modulo).
    • Nel caso in cui non si superino i valori dei punti precedenti, allora Amazon non richiederà ne il modulo 1099K e non sarà necessario inviare il modulo 1040NR all’IRS.
  1. LLC intestata al venditore:
    • Il venditore deve fare richiesta del Numero ITIN (Individual Tax Identification Number). Per maggiori informazioni visita: È possibile avviare un’attività con il codice ITIN?
    • Il venditore deve richiedere l’EIN (Employer Identification Number). Per maggiori informazioni visita: È possibile avviare un’attività con il codice ITIN?
    • Il venditore deve compilare il modulo W-9 così da fornire il codice EIN ad Amazon.
    • Una LLC è considerata una “entità trascurata” e nei termini dei trattati fiscali tra Stati questa viene considerata come “venditore individuale”.
    • Nell’anno seguente, il venditore deve inviare il modulo 1040NR all’IRS indicando il ricavato e richiedendo le eventuali esenzioni.
  1. Venditori attraverso azienda non statunitense
    • Il venditore deve richiedere l’EIN (Employer Identification Number). Per maggiori informazioni visita: È possibile avviare un’attività con il codice ITIN?
    • Il venditore deve compilare il modulo W8-BEN-E per le società.
    • Il venditore deve richiedere i “benefici del trattato fiscale” per la società per l’esenzione dei proventi delle vendite di Amazon dalla ritenuta d’imposta.
    • Il venditore deve inviare il modulo W8-BEN-E ad Amazon.
    • L’anno successivo, il venditore deve presentare il modulo 1120-F per la società non statunitense presso l’IRS.

Perché la dichiarazione dei redditi è necessaria?

La dichiarazione dei redditi è necessaria perché Amazon segnala all’IRS il reddito pagato al singolo ITIN o all’EIN aziendale. L’esenzione dalla tassazione statunitense dovrebbe essere richiesta sulla dichiarazione dei redditi e motivata dall’articolo del trattato pertinente al fine di ottenere l’approvazione dell’IRS.

Se il venditore non presentasse la dichiarazione dei redditi degli Stati Uniti, l‘IRS considererebbe il reddito imponibile e invierebbe una fattura fiscale all’indirizzo del venditore come indicato da Amazon.

Contattaci per una prima chiacchierata informale

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Vendere su Amazon USA con LLC: Indirizzo Fisico /it/il-blog-di-export-america/vendere-su-amazon-usa-con-llc-indirizzo-fisico/ /it/il-blog-di-export-america/vendere-su-amazon-usa-con-llc-indirizzo-fisico/#respond Mon, 22 Nov 2021 10:04:49 +0000 /?p=3160 The post Vendere su Amazon USA con LLC: Indirizzo Fisico appeared first on Export America Group.

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Negli ultimi 20 anni il modo di acquistare dei consumatori americani è cambiato drasticamente. Quasi la metà di tutte le vendite che giornalmente avvengono negli USA sono direttamente o indirettamente collegate ad Amazon.

Chi avesse quindi intenzione di avviare un’attività o estendere le proprie vendite al mercato americano dovrebbe seriamente prendere in considerazione l’opzione di aprire un proprio negozio virtuale sulla piattaforma di e-commerce. Farlo non è complicato, ma bisogna prestare attenzione ad alcuni dettagli e valutare attentamente le possibilità che Amazon offre.

In particolare, Amazon ha impiegato molte forze nell’abbattere il più possibile eventuali frodi e per fare questo Amazon richiede agli utenti che intendono vendere prodotti sulla piattaforma, di mostrare il nome dell’attività e l’indirizzo sul loro profilo venditore. Questo implica la necessità di prestare particolare attenzione ad ogni particolare, proprio perché tutte queste informazioni saranno pubbliche e potrebbero influenzare le operazioni negli USA.

Di seguito verranno illustrati alcuni dettagli che possono essere cruciali nella scelta delle informazioni sopra accennate e verranno dati opportuni consigli per il setup del proprio “profilo venditore” su Amazon.

Evitare l’utilizzo del proprio indirizzo di casa per vendere su Amazon

Da venditore, utilizzare il proprio indirizzo di casa per il proprio negozio virtuale su Amazon, potrebbe mettere in una situazione non gradevole, per diversi motivi. Innanzitutto il proprio indirizzo risulterebbe esposto a chiunque, questo implica che un eventuale cliente potrebbe mostrarsi alla propria abitazione chiedendo informazioni riguardo una consegna o un prodotto.

Inoltre, nel caso in cui qualcosa andasse male con un prodotto o una vendita, il venditore che ha scelto di mostrare il suo indirizzo pubblico non potrebbe beneficiare della protezione del business in caso di carichi di responsabilità. E’ infatti sempre una cattiva scelta mescolare informazioni private con il proprio business, specialmente in caso di LLC.

Una casella postale impone dei limiti per il proprio negozio Amazon

Bisogna evidenziare il fatto che è possibile impostare sul proprio “profilo venditore”, sia un indirizzo fisico (via e numero civico) oppure una casella postale. In particolare è possibile scegliere un qualsiasi indirizzo anche per i resi. Una casella postale, in questo caso, porterebbe diverse limitazioni, soprattutto dovute alle dimensioni e alle quantità di prodotti che vengono gestiti. Inoltre le caselle postali non accettano pacchi che vengono da corrieri diversi da USPS.

Quale può essere quindi un indirizzo che non esponga le proprie informazioni private ma che non imponga limitazioni particolari?

Caselle Postali Virtuali per il proprio negozio Amazon

Una casella postare virtuale (virtual mailbox) fornisce all’utilizzatore un indirizzo fisico che può essere usato nel caso sopra illustrato. I pacchi (ad esempio i resi) vengono quindi spediti a questo indirizzo che però accetta tutti i corrieri, senza quindi il rischio di perdere alcuni pacchi o spedizioni.

Ci sono diversi vantaggi nell’utilizzo di un indirizzo fisico come quello fornito da una casella postale virtuale. Ad esempio si può stare tranquilli senza disturbi da parte di clienti maleducati e rumorosi, sconosciuti che bussano alla propria porta e soprattutto senza sguardi indiscreti da parte dei propri competitors.

Si può inoltre sfruttare il fatto che il proprio indirizzo fisico potrebbe capitare attaccato ad un edificio commerciale, aumentando di conseguenza prestigio e reputazione del proprio business.

Infine, grazie all’utilizzo di una casella postale virtuale non bisogna preoccuparsi della dimensione dei pacchi o dei bisogni relativi all’immagazzinamento della merce. All’arrivo di una consegna presso la mailbox virtuale, il venditore verrà avvertito e potrà decidere se inoltrare, scartare o immagazzinare il pacco e la posta.

Come modificare il proprio indirizzo sul negozio Amazon

Ecco di seguito i pochi e semplici passaggi utili ad impostare l’indirizzo sul profilo venditore del proprio negozio Amazon.

  1. Effettuare il Log-In nel proprio account venditore su Amazon
  2. Nel menu Impostazioni in alto a destra, selezionare Informazioni Account
  3. Per modificare il proprio indirizzo è necessario selezionare “Indirizzo dell’ٳپà” e modificare con i nuovi dati.
  4. “Conferma” per salvare i propri dati.

Conclusioni

Come accennato all’inizio dell’articolo, Amazon sta impiegando molti sforzi nell’adozione di regole più severe e stringenti con il fine di evitare frodi e truffe. A tal scopo nonostante questi procedimenti non siano complessi, è consigliato affidarsi ad un esperto che possa aiutare nella fasi delicate della burocrazia.

Investire sulle vendite negli Stati Uniti può essere un buon passo avanti per il proprio business soprattutto vista la tendenza degli ultimi anni dei consumatori americani a preferire e apprezzare la qualità e l’affidabilità dei prodotti Italiani.

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SERVIZI CORRELATI DI EXPORT AMERICA

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Sales Taxes negli USA /it/il-blog-di-export-america/sales-taxes-negli-usa/ /it/il-blog-di-export-america/sales-taxes-negli-usa/#respond Fri, 22 Oct 2021 09:40:26 +0000 /?p=3155 The post Sales Taxes negli USA appeared first on Export America Group.

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Le Sales Tax, ovvero le imposte sulle vendite, sono una tassa che il cliente paga alle attività commerciali durante una transazione per l’acquisto di un bene o di un servizio. E’ compito degli imprenditori riscuotere, depositare e dichiarare tali imposte.

Alcuni stati hanno politiche specifiche su queste imposte per specifici prodotti, che ne determinano ad esempio l’esenzione o un aumento, oppure un’esenzione durante un particolare periodo dell’anno.

Sales Tax Nexus

Il Sales Tax Nexus, determina se un business ha una presenza significativa in un’area tale da dover pagare le Sales Tax. La presenza nel territorio include il proprio commercio, impiegati, magazzini e inventario.

In particolare, la presenza di una società nel territorio può essere di due tipologie: permanente o temporanea. La presenza permanente si riferisce ad una società che ha una presenza fisica permanente e stabile. Questo implica l’affitto di una proprietà e/o l’immagazzinamento di prodotti in maniera permanente.

Una presenza temporanea, invece, si verifica quando un impiegato, un imprenditore o un rappresentante di una compagnia, svolge un lavoro per conto di una compagnia nel territorio. Ad esempio, una compagnia potrebbe svolgere rappresentanza in uno stato diverso da quello di provenienza. In questo caso, la società crea “un Nexus”, un nesso, con il territorio in questione.

Ad influenzare questa distinzione di nesso con il territorio, esistono alcuni principali fattori:

  • Uffici, magazzini, locazioni, etc…
  • Impiegati, commerciali o altro personale presente nel territorio.
  • Numero di vendite
  • Vendite nelle fiere

Le regole sul nesso dell’imposta sulle vendite possono variare a seconda dello stato.Ad esempio, uno stato può considerare una fiera di un giorno una presenza fisica sufficiente per creare un nesso, mentre un altro stato potrebbe non farlo.

Nexus Economico

Il Nexus Economico è simile al nesso dell’imposta sulle vendite, ma per le vendite online.

Ogni stato con leggi sul nesso economico stabilisce la propria soglia che le imprese devono soddisfare per avere un nesso economico.Sebbene le soglie di nesso economico varino, la soglia più comune è quando un venditore raggiunge $ 100.000 in vendite o 200 transazioni in un anno. Per maggiori informazioni visita

Di seguito alcuni esempi ed eccezioni.

Sales Tax in North Carolina

Il North Carolina, oltre alle sales tax, prevede il pagamento della Local Sales Tax. Queste sono ulteriori imposte che variano da città a città.

In North Carolin, esiste un Nexus se il venditore possiede almeno uno dei seguenti:

  • Ufficio o Sede della compagnia;
  • Impiegati, dipendenti a contratto, agenti o altri rappresentanti;
  • Un luogo per la distribuzione di beni e servizi, come un negozio o un magazzino.

Alcuni prodotti sono esenti da queste imposte, come ad esempio alcuni medicinali che richiedono prescrizione medica, alcuni generi alimentari e alcuni macchinari.

Inoltre, in North Carolina, vige il cosiddetto Destination-Based Method. Questo implica che le imposte devono essere pagate in base allo Stato di appartenenza del cliente. Ad esempio un’impresa situata in North Carolina che vende un bene ad un cliente a New York, deve pagare le imposte sulla base delle regole vigenti nello Stato di New York.

Maggiori dettagli possono essere recuperati nel

Sales Tax a New York

In New York, come in North Carolina, oltre alle Sales Tax, è necessario pagare le Local Sales Tax. Nello Stato di New York, si crea un Nexus nel momento in cui è presente uno dei seguenti:

  • Ufficio o Sede della compagnia;
  • Impiegati, dipendenti a contratto, agenti o altri rappresentanti;
  • Beni in un magazzino
  • Sede di proprietà
  • Consegna di merce tramite un veicolo appartenente ad un contribuente nello Stato di New York.

I servizi sono generalmente esenti dalle Sales Tax, salvo alcuni casi particolari. Maggiori informazioni al .

Nello Stato di New York vige il cosiddetto Destination-Based Method. Questo implica che le imposte devono essere pagate in base allo Stato di appartenenza del cliente. Ad esempio un’impresa situata a New York che vende un bene ad un cliente in North Carolina, deve pagare le imposte sulla base delle regole vigenti nello Stato di New York.

Per maggiori informazioni visitare il .

Sales Tax in California

In California, per determinare se una società crea un Nexus con il territorio, esiste il . Come in altri Stati, in California è necessario pagare sia le tasse locali che quelle statali. In California, ogni impresa che fa affari nello Stato crea un Nexus. “Fare affari” include:

  • Una sede fisica
  • Un impiegato che svolge un lavoro
  • Un rappresentante aziendale
  • Presenza ad una fiera

Rientra in questa categoria anche un’eventuale impresa che ha sede in un altro Stato, ma che mantiene un ruolo molto attivo nel mercato in California. Generalmente, i servizi in California non sono imponibili. Per quanto riguarda i prodotti vendibili, invece, vi sono diverse eccezioni: sono infatti esenti alcuni generi alimentari, farmaci da prescrizione, e dispositivi medici. E, alcuni clienti (ad esempio, nonprofits) non devono pagare l’imposta sulle vendite in California se mostrano un certificato valido.

In California vige un Hybrid-Origin Method. Questo significa che le detrazioni avvengono seguendo una serie di metodi differenti, a seconda che l’acquirente risieda in California o in un altro Stato. Maggiori informazioni sono reperibili nella .

Eccezioni

Dal momento che esistono tanti Stati diversi, con leggi diverse, è comodo ricordare in quali di questi i venditori non devono pagare le Sales Tax statali:

  • Alaska
  • Delaware
  • Montana
  • New Hampshire
  • Oregon

Hawaii e New Mexico, in particolare, richiedono delle imposte che si sostituiscono alle Sales Tax:

General Exercise Tax (per le Hawaii) e Gross Receipts Tax (per il New Mexico).

Per quanto riguarda invece le Local Sales Tax, gli Stati che non le richiedono sono elencati nel seguito:

  • Connecticut
  • D.C.
  • Delaware
  • Indiana
  • Kentucky
  • Maine
  • Maryland
  • Massachusetts
  • Michigan
  • Montana
  • New Hampshire
  • New Jersey
  • Oregon
  • Rhode Island

Conclusioni

È importante ricordare che queste imposte variano da Stato a Stato e sono in continua evoluzione. E’ quindi consigliabile informarsi per tempo di eventuali regolamentazioni o pratiche particolari. Data la rapidità con la quale queste variano e consigliabile consultare annualmente le varie leggi e regolamenti, eventualmente affidandosi ad un esperto per essere sicuri di non ricadere in spiacevoli provvedimenti.

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SERVIZI CORRELATI DI EXPORT AMERICA

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Esportare articoli di abbigliamento negli USA /it/il-blog-di-export-america/esportare-articoli-di-abbigliamento-negli-usa/ /it/il-blog-di-export-america/esportare-articoli-di-abbigliamento-negli-usa/#respond Wed, 07 Apr 2021 11:00:07 +0000 /?p=3114 The post Esportare articoli di abbigliamento negli USA appeared first on Export America Group.

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Le esportazioni italiane di articoli di abbigliamento negli Stati Uniti hanno mostrato nell’ultimo ventennio un trend di crescita, a testimonianza della notorietà e della riconosciuta qualità dei prodotti derivanti dalla manifattura italiana. E’ noto infatti che il mercato statunitense apprezzi la qualità e la l’affidabilità dei prodotti italiani.

In particolare, ad essere particolarmente apprezzati negli USA, osservando le statistiche, sono gli abiti, sia maschili che femminili, che raggiungono valori di esportazione superiori ai 200/300 milioni di dollari. Addirittura per quanto riguarda l’abbigliamento femminile ’Iٲ si è negli anni assestata alla 14ma posizione tra i principali esportatori negli USA.

In questo articolo si aggiungeranno alcune informazioni, riguardando soprattuto la documentazione necessaria per l’esportazione e le norme che regolano questo tipo di commercio.

Documentazione in entrata

Oltre alla normale documentazione necessaria in prossimità della dogana statunitense (ovvero quella che attesta le caratteristiche dei prodotti importati), è necessario essere in possesso, per ogni prodotto, di quanto segue:

  • Se il prodotto non fosse fabbricato interamente sul suolo italiano e se questo è soggetto al , allora bisogna essere in possesso della documentazione per l’export di questa particolare classe di prodotti.
  • E’ obbligatoria, ogni qual volta il prodotto importato negli Stati Uniti è composto da materiale tessile, la dichiarazione del paese di origine. Quest’ultima può essere redatta indistintamente dal fabbricante, dal produttore, dall’esportatore o dall’importatore. Nel caso in cui a essere coinvolte nell’importazione siano due o più delle parti appena citate, allora ognuno deve produrre una dichiarazione a parte, patrocinandola tramite il nome e l’indirizzo della propria compagnia. Va inoltre sottolineato che tramite “paese di origine” non si intende l’ultimo paese nel quale è transitato il prodotto, bensì il paese nel quale sono state effettuate le principali fasi di assemblaggio dello stesso.
  • Nel caso di articoli contenenti lana, è necessario il modulo 6451, dove va indicata la percentuale e la qualità della lana contenuta, nonché il nome e l’indirizzo dell’importatore.
  • Per i prodotti in materiale tessile è inoltre necessario specificare nella fattura di entrata:
    • La percentuale in base al peso di tutte le fibre presenti nel prodotto
    • Nel caso di T-Shirt e magliette bianche l’indicazione se il capo contiene o meno tasche/ricami
    • Nel caso di sciarpe, l’indicazione dell’esatta dimensione del prodotto
    • Nel caso di guanti è necessario specificare se i guanti sono ricoperti di plastica da entrambi i lati
    • Nel caso di capi di maglieria va indicato se il singolo filo di lana/cotone utilizzato misura meno di 67 decitex (67 grammi su 10 chilometri), se è “a manica lunga” o “a manica corta”, e se contiene pizzi/merletti.
  • Nel caso di articoli in lana valutati più di 500 dollari e soggetti al Wool Products Labeling Act (), è necessario includere nella fattura di entrata le stesse informazioni richieste, sempre dal WPLA, per quanto riguarda l’etichettamento dei capi, con in aggiunta l’indicazione del nome del produttore. (Si veda più avanti).

Dazi di importazione

Ovviamente parlando di importazioni negli Stati Uniti sarà necessario pagare dei dazi. Di seguito verrà fatta una breve descrizione e verranno evidenziate una serie di percentuali per i principali tipi di prodotti.

I dazi di importazione variano molto e variano soprattutto a seconda della qualità e della composizione dei capi di abbigliamento. Secondo l’HTSUS (Harmonized Tariff Schedule of the United States), si hanno le seguenti detrazioni:

  • Abiti da donna in cotone: 14.9%, in lana: 14%
  • Abiti da uomo in cotone: 13.2%, in lana: 7.5%
  • Cravatte: 7.2%
  • Guanti in lana: 3.5%
  • Camicie di cotone per bambini: 14.9%
  • Camicie di cotone per uomini: 8.7%
  • Camicie per donna in seta: 6.9%
  • Pigiami in cotone: 8.9%
  • Cappotti, mantelli e simili in lana: 16.3% più 41 cents/kg, in cotone: dal 4.4% al 9.4%

E’ possibile valutare maggiori informazioni sui prodotti più disparati sul sito web dell’

Proibizioni e restrizioni

Ci sono una serie di regole e restrizioni che è necessario rispettare, pena il fermo in dogana del prodotto o una pena pecuniaria per mancato rispetto delle stesse.

In particolare le principali restrizioni sono:

  • Դھà: tutti gli articoli di abbigliamento, per poter essere importati negli Stati Uniti, devono conformarsi agli standard in materia di infiammabilità stabiliti dalla Consumer Product Safety Commission () sulla base del Flammable Fabrics Act ()
  • Richieste di contrassegni (etichette per prodotti tessili): ogni prodotto composto da materiale tessile deve essere etichettato sulla base delle disposizioni del Textile Fiber Products Identification Act (TFPIA). In linea generale, le etichette devono contenere le seguenti informazioni:
    • I nomi e le percentuali delle diverse fibre contenute nel prodotto
    • Il nome del produttore
    • Il nome del paese dove il prodotto è stato fabbricato
  • Richieste di contrassegni (etichette per prodotti di lana): ogni prodotto composto da lana (con l’eccezione di quegli articoli fabbricati 20 anni prima dell’avvenuta importazione negli Stati Uniti, dei tappeti, delle coperte, delle stuoie e della tapezzeria) deve essere etichettato sulla base delle disposizioni del Wool Products Labeling Act (WPLA). In linea generale, le etichette devono contenere le seguenti informazioni:
    • La percentuale di lana, di ogni fibra che rappresenta più del 5% del peso dell’articolo nonchè dell’aggregato di tutte le altre fibre contenute nel prodotto (con l’esclusione di eventuali ornamenti)
    • Il nome dell’importatore.
  • The Care Labeling Rule: ogni articolo di abbigliamento in tessuto deve contenere al proprio interno istruzioni accurate su come lavare ed asciugare i capi in questione.

Procedere con l’esportazione

Come per ogni prodotto ed ogni bene o servizio che si intende esportare è necessaria una precisa ed attenta analisi di mercato e un business plan, che può essere redatto affidandosi a professionisti. Per arricchire le proprie conoscenze del settore e per avere una veduta più ampia sulle possibilità e sull’applicabilità di una particolare strategia nel mercato statunitense nel settore dell’abbigliamento, è possibile fare affidamento a una serie di riviste, come Woman’s Day, MR e così via. Di particolare interesse sono anche le fiere di settore, quali ad esempio MAGIC – International Fashion Fabric Exhibition o The Accessories Show e tante altre.

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SERVIZI CORRELATI DI EXPORT AMERICA

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L’accesso al credito negli USA /it/il-blog-di-export-america/accesso-al-credito-negli-usa/ /it/il-blog-di-export-america/accesso-al-credito-negli-usa/#respond Tue, 09 Mar 2021 19:58:23 +0000 /?p=3110 The post L’accesso al credito negli USA appeared first on Export America Group.

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La qualità dei prodotti e l’affidabilità delle realtà Italiane sono riconosciute a livello mondiale. Basti pensare che numerose ricerche hanno evidenziato, ad esempio nel mercato alimentare, che gli americani sempre di più tendono a preferire prodotti di qualità e sicuri, come appunto quelli Italiani. Questo unito alla crisi economica mondiale, ma soprattutto italiana, hanno portato molte realtà e imprenditori a spostare il loro focus in ambiti diversi da quello locale/nazionale.

Sicuramente tra i mercati più ambiti dalle aziende italiane per la vendita dei propri prodotti e servizi, oltre che per stabilire una propria filiale, ci sono gli Stati Uniti.

In questo articolo si cercherà di sviscerare uno degli ostacoli principali che un investitore straniero si può trovare ad affrontare negli USA, ovvero ottenere credito in quantità e qualità sufficiente per poter far crescere e consolidare la propria attività.

Va però sottolineato che un investitore straniero, o una società straniera, che non ha una presenza, anche minima, sul suolo americano difficilmente otterrà finanziamenti da banche, venture capitalist o qualsiasi ente di credito americano. Questi infatti basano la valutazione dell’investimento su un punteggio, chiamato Credit Score (verrà approfondito nel seguito del presente articolo), che si basa esclusivamente su redditi, capitale, prestiti passati e collaterals relativi al proprio business esclusivamente negli USA.

Le “5 C” del sistema creditizio americano

Proprio la crisi di cui si è accennato nell’introduzione hanno spinto gli istituti di credito americani ad essere più “severi” e più selettivi rispetto al passato. Le banche americane hanno sviluppato un sistema basato su una valutazione, cosiddetta delle “5 C”, di seguito elencate:

  1. Character. Sebbene si chiami character, la prima C si riferisce più specificamente alla“storia del credito”: ovvero la reputazione di un mutuatario.Sono perlopiù dei rapporti sul credito dei mutuatari, e questi sono generati dalle principaliagenzie di credito (riconosciute a livello nazionale) ed i rapporti di credito contengono informazioni dettagliate su quanto un richiedente ha preso in prestito in passato e se ha rimborsato i prestiti in tempo.Minore è il numero di problemi connessi con il proprio storico bancario, più alto sarà il punteggio di credito (Credit Score, vedi sotto).
  2. Capacity. La capacity misura la capacità del mutuatario di rimborsare un prestito confrontando il reddito coni debiti ricorrentie valutando il rapportodebito/reddito (DTI – Debt To Income)del mutuatario.I finanziatori calcolano il DTI sommando i pagamenti del debito mensile totale del mutuatario e dividendolo per il reddito mensile lordo del mutuatario.Più basso è il DTI del richiedente, maggiori sono le possibilità di qualificarsi per un nuovo prestito. Si riferisce, in breve, alla capacità dell’azienda di generare ricavi, al fine di rimborsare il prestito.
  3. Collateral (Garanzia). La garanziapuò aiutare un mutuatario a ottenere prestiti.Dà al creditore la certezza che se il mutuatario è inadempiente sul prestito, il creditore può ottenere qualcosa riacquistando la “collateral”.Spesso, la garanzia è l’oggetto per cui si prendono in prestito i soldi: i prestiti per le auto, ad esempio, sono garantiti dalle auto e i mutui sono garantiti dalle case.Per questo motivo, i prestiti garantiti da garanzie sono a volte indicato comegarantitiprestiti o debito garantito. Collateral è rappresentato dalla liquidità e dai beni di un imprenditore che possono essere messi a garanzia di un prestito. Oltre ad avere un buon credito e una comprovata capacità di generare profitti, le banche richiedono spesso al proprietario di dare in pegno i propri beni personali come garanzia per il prestito.
  4. Capital. I finanziatori considerano anche l’eventuale capitale che il mutuatario destina a un potenziale investimento.Un grande contributo da parte del mutuatario riduce la possibilità di insolvenza.I mutuatari che possono versare un acconto su una casa, ad esempio, in genere trovano più facile ricevere un mutuo. Più specificatamente si riferisce ai capital asset dell’impresa (ad esempio macchinari i inventario dei prodotti). Le banche li considerano capital asset, ma con qualche eccezione, perché in caso di chiusura o vendita dell’attività, i valori di recupero non saranno pari al costo storico del cespite in oggetto ma bensì al suo valore di liquidazione. Tale valore riflette l’importo a cui realisticamente si può aspirare da una transazione sul libero mercato.
  5. Conditions. E’ il fattore più soggettivo e dipende molto dallo specifico caso in questione. Le condizioni del prestito, come il tasso di interesse e l’importo del capitale, influenzano il desiderio del creditore di finanziare il mutuatario.Le condizioni possono fare riferimento a come un mutuatario intende, ad esempio, utilizzare il denaro.

Credit Score

Come accennato nel primo punto delle “5 C” del sistema creditizio, dalla prima, ovvero “Character” deriva il calcolo del cosiddetto Credit Score. Come appunto accennato gli istituti di credito americani utilizzano il Credit Score per valutare il rischio potenziale nel concedere un prestito al richiedente. I creditori utilizzano il Credit Score per determinare chi si qualifica per un prestito, il tasso di interesse da applicare e i limiti di credito sta stabilire.

Il Credit Score negli Stati Uniti rappresenta, in teoria, il merito di credito di ogni persona, e quindi la probabilità che gli utenti ripaghino i propri debiti. Un punteggio di credito si basa principalmente sui report forniti in genere da una delle tre principali agenzie di credito: Experian, TransUnion, e Equifax. Il reddito non è considerato dalle principali agenzie di credito per il calcolo del Credit Score. I metodi di calcolo dei punteggi di credito sono diversi, ma il pià utilizzato rimane in FICO (ovvero il metodo creato dalla “Fair Isaac Corporation”).

Gli americani hanno diritto a ricevere un report sulla propria “storia di credito” ogni anno, ma non hanno diritto a ricevere gratuitamente il proprio Credit Score. Il punteggio di credito indica se si ha una “storia” di stabilità finanziaria e di gestione del credito responsabile. Il suddetto punteggio può variare da 300 a 850, ma più alto è il punteggio, maggiori saranno i benefici (711 è stato il valore medio nel 2012). Il Credit Score riportato nei report può variare a seconda dell’agenzia di credito che lo ha prodotto. Le differenze nel punteggio tra le varie agenzie dipendono, come detto, dalle informazioni in loro possesso.

Tra gli elementi più comuni che influenzano il Credit Score si trovano le cronologie dei pagamenti (influenzanti per il 35 %), i debiti (influenzanti per il 30%), la lunghezza della “storia di credito” (influenzante per il 15%), il nuovo credito (ovvero il numero di conti bancari, che influisce per il 10%) e tipi di credito in uso (ovvero carte di credito, conti di deposito, mutui e così via, che influenzano il Credit Score per il 10%).

Conclusioni

Dovrebbe essere noto quindi, se si intende avviare una filiale o una attività negli Stati Uniti, che bisogna tenere d’occhio tutti i fattori sopra citati al fine di avere maggiori possibilità nell’ottenimento di credito. Per fare questo potrebbe tornare utile affidarsi ad un esperto, capace di generare un business plan, utile alle agenzie di credito per valutare l’investimento.

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Avviare un esercizio commerciale negli Stati Uniti /it/il-blog-di-export-america/avviare-un-esercizio-commerciale-negli-stati-uniti/ /it/il-blog-di-export-america/avviare-un-esercizio-commerciale-negli-stati-uniti/#respond Wed, 09 Dec 2020 20:47:19 +0000 /?p=3081 The post Avviare un esercizio commerciale negli Stati Uniti appeared first on Export America Group.

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Premessa

Costruire la propria attività da zero è un’opportunità entusiasmante, ma può anche essere impegnativa.In questo articolo verranno trattati i principali aspetti da tenere in considerazione quando si progetta di avviare una attività o un esercizio commerciale negli Stati Uniti. In particolare gli aspetti legali, amministrativi e di gestione della propria impresa.

Un maggiore occhio di riguardo sarà dedicato soprattutto all’avvio di attività quali ristoranti, negozi alimentari e gelaterie (gli aspetti di cui si parlerà nei prossimi paragrafi saranno comunque validi in generale).

Alcuni link veloci alle parti salienti dell’articolo:

Costituzione di società americana

Il primo passo da compiere per avviare una attività negli Stati Uniti, in particolare se si tratta di un esercizio commerciale, è la costituzione di una società commerciale americana.

Condurre la propria attività sotto forma di societàèestremamente importante e conveniente. Infatti un’impresa in questa forma costituisce un soggetto giuridico autonomo, che consente cioè ai soci, o comunque all’imprenditore in questione, di tenere separato l’investimento dal loro patrimonio personale.

In sostanza, sfruttando questa formalità, il socioè sicuro che, qualora l’attività non vada come sperato, non perderà più denaro di quanto lo stesso abbia deciso di investire.

Costituire una società di diritto americanoè inoltre essenziale per poter stipulare tutta una serie di contratti commerciali utili all’apertura vera e propria dell’attività, come ad esempio il contratto di affitto commerciale, il contratto di acquisto di azienda e le varie polizze assicurative.

Le forme societarie più indicate per condurre un’attività di ristorazione sono, a seconda dei casi, la Corporation e la Limited Liability Company. (Maggiori informazioni riguardanti le principali differenze tra questi ed altri tipi di società sono disponibili nel seguente articolo:

/it/il-blog-di-export-america/differenze-forme-giuridiche-societa-usa/.

Nel momento della scelta della tipologia societaria si aprono due scenari: se l’investitore italiano o comunque straniero ha intenzione di condurre in prima persona l’attività di ristorazione, in tal senso stabilendosi negli USA con regolare visto di lavoro (vedi articolo: /it/il-blog-di-export-america/visto-l1-e-vantaggi-del-new-office/) e pagando regolarmente le tasse in questo paese, il tipo societario più indicatoè la LLC, la quale, per la sua stessa natura dipass through entity (un ente giuridico in cui il reddito “fluisce” verso investitori o proprietari; ovvero, il reddito dell’entità è trattato come il reddito degli investitori o dei proprietari),comporta indubbi benefici fiscali per i cittadini americani ed i soggetti ad essi equiparati dal punto di vista della tassazione (come appunto i cittadini stranieri titolari di visto lavorativo USA).

Qualora, invece, l’investitore italiano o straniero non intenda partecipare direttamente alla gestione del business e pertanto non si trasferisca negli USA, per svariati motivi – ancora e soprattutto di natura fiscale – la forma societaria più indicataè di solito la Corporation.

Employer Identification Number e Sales Tax Certificate

Una volta che l’attività (o meglio, la società) è stata avviata, bisogna tenere presenti due importanti aspetti solo il profilo fiscale. In particolare si parla di Employer Identification Number (numero di identificazione del datore di lavoro) e di Sales Tax Certificate.

Il numero di identificazione del datore di lavoro, noto anche come numero di identificazione del datore di lavoro federale o numero di identificazione fiscale federale, è un numero univoco di nove cifre assegnato dall’Internal Revenue Service alle entità aziendali che operano negli Stati Uniti ai fini dell’identificazione fiscale. L’EIN ricorda in qualche modo la partita iva italiana.

Il Sales Tax Certificate è utile per l’esenzione dall’imposta sulle vendite che hai pagato, non dalle imposte sulle vendite che riscuoti dai clienti. Per riscuotere le imposte sulle vendite in uno stato, è necessario completare un processo di registrazione per un’autorizzazione fiscale statale con quello stato. E’ quindi l’autorizzazione ad esigere la Sales Tax dai propri clienti al momento in cui si viene pagati per il servizio reso. La Sales Tax dovrà poi essere versata allo Stato con cadenza quadrimestrale. La Sales Taxè molto simile all’IVA italiana, ma si applica soltanto su certi tipi di transazioni, tra cui i pasti consumati al ristorante.

E’ necessario un visto di lavoro?

Quando si intende avviare una attività negli stati uniti, bisogna tenere in considerazione alcuni fattori. E’ necessario quindi fare innanzitutto chiarezza. Si distinguono principalmente due casistiche.

Nel primo caso, prendiamo in considerazione una nuova attività negli Stati Uniticome estensione di una attività già esistente in Italia.Negli USA ci sono circa 1200 filiali americane di Aziende italiane. Se si lavora per la filiale italiana di una di queste da piu’ di 1 anno, si apre la possibilita’ di un trasferimento intra91ý. Il visto necessario in questo caso e’ il cosiddetto visto L1 (vedi maggiori informazioni qui: Visto L1 e vantaggi del New Office). Bisogna tenere presente che non e’ sufficiente fare domanda, ma occorre creare un “business case” per il trasferimento: in sostanza bisogna dimostrare al consolato Americano che si possiedono qualità specifiche ed un esperienza unica all’interno dell’azienda o nel settore di riferimento, tale per cui per la filiale americana sarebbe molto costoso o addirittura impossibile trovare un cittadino americano che possa fare il medesimo lavoro con le stesse capacità. A questa questione va aggiunta una abbondante documentazione provante gli scambi commerciali tra la sede italiana e quella USA ed una lettera del proprietario o board of director della casa madre che presenta il trasferimento come qualcosa di essenziale per continuare proficuamente questi scambi.

Il secondo caso invece si basa sul fatto di avere a disposizione capitale da investire. La via imprenditoriale si può rivelare una alternativa molto valida. Nel caso si intenda scegliere questa via, si parla in questo caso di visto E2 (vedi maggiori informazioni qui: Visti E1 ed E2 per chi vuole investire negli Stati Uniti), per “traders”. Ancor più che nel caso precedentemente esposto, sarà necessario creare una versione credibile della propria idea imprenditoriale, al fine di convincere i responsabili all’immigrazione che l’idea e la sua implementazione potranno portare valore aggiunto all’economia statunitense. Chi ha una attività già avviata in Italia e’ avvantaggiato, poiché può presentare un modello di business che funziona e deve solo essere trasposto al mercato americano. Molto più difficile è il caso delle startup, dove il business plan si basa su ipotesi e non su proiezioni di dati reali.

In entrambi i casi è comunque necessario presentare una lista di investimenti per gli USA: questi devono essere già essere stati effettuati al momento dell’application e l’ammontare non deve essere inferiore ai 120-140 mila dollari. Quest’ultima è comunque una cifra indicativa, poiché dipende da tanti fattori, quali l’intenzione o meno di assumere personale nel breve termine, o l’intenzione o meno di affittare una location e così via.

Scelta della location, Contratto di locazione Commerciale o cessione del contratto di affitto

Ci sono due possibilità riguardanti la scelta della location: la propria attività potrà avere una sede completamente nuova oppure può essere acquistata.

Se si ha intenzione di avviare una attività completamente nuova, per prima cosa sarà necessario trovare un locale commerciale che possa essere adibito a tale uso. Una volta individuata la location e raggiunto un accordo di massima sui punti principali del contratto, il proprietario del localeeffettua ladue diligence (una valutazione completa di un’attività intrapresa da un potenziale acquirente, in particolare per stabilire le sue attività e passività e valutare il suo potenziale commerciale)sulla situazione finanziaria del potenziale locatario, nonchésulla sua esperienza nel business che andrà a condurre. Se ladue diligenceha un esito soddisfacente, il proprietario della location chiederà al proprio avvocato di redigere il contratto di locazione, che verrà poi trasmesso al futuro proprietario in modo tale che le trattative possano avere inizio.

ٳپà come quelle che andremo di seguito a trattare più nello specifico, possono essere ovviamente anche acquistate. Se l’imprenditore in questione offre sufficienti garanzie al “vecchio” proprietario, questo può accettare il suo subentro. Il prossimo passo è quindi la stipulazione del contratto d’acquisto. Negli Stati Uniti lo strumento giuridico più comunemente usato per questo scopoè l’Asset Purchase Agreement, ovvero un contratto in virtù del quale il compratore acquista soltanto le attività – e non anche le passività – del business in questione. Tra la stipula del contratto e la firma definitiva, l’acquirente effettua una due diligenc, più rapida di quella citata sopra, volta ad accertare, tra le altre cose, le condizioni in cui versano i locali, il possesso dei permessi richiesti, l’esistenza di violazioni passate e non sanate, lo status della liquor license, il pagamento della sales tax e così via. Se l’acquirente si ritiene soddisfatto del risultato, le parti possono procedere con la firma del contratto ed il business viene trasferito al compratore.

Per maggiori informazioni, guardare ancheCome affittare un immobile negli USA.

Avviare un ristorante negli Stati Uniti

Come sopra citato ci sono tanti aspetti da tenere a mente per avviare una attività negli Stati Uniti, in particolare per un ristorante ci sono alcuni aspetti che verranno trattati di seguito.

Le basi

La prima cosa da fare prima di avviare un ristorante èdecidere il concept, ilformato, il nome, il tema e l’idea alla base del ristorante, ossia sesarà un fast food (quick-server restaurant), un ristorante informale o un ristorante raffinato.Va poi capito a target è rivolto il ristorante, quale tema dovrà regnare all’interno e che nome dovrà avere.

Questi sono i principali aspetti da tenere in considerazione, poiché da questi è possibile stabilire una strategia di marketing e decidere quanto investire.

La scelta della location

Nei paragrafi sopra è stato descritto l’iter che porta alla firma del contratto di acquisto della location, ma va tenuto in considerazione che il formato e il tipo di ristorante è fortemente influenzato dalla posizione, e di conseguenza il business e gli introiti.

Per dirla in prospettiva, non c’è quasi nessuna possibilità che un costoso ristorante raffinato abbia successo vicino a un campus universitario.D’altra parte, birra a buon mercato e ali di pollo non attireranno alcuna folla a Beverly Hills.Man mano che il tuo pubblico di destinazione e il formato cambiano, cambia anche la tua posizione ideale.Per scegliere la location perfetta per il tuo ristorante, devi considerare tre fattori principali e alcuni fattori minori:

Fattori Principali:

  • Tipo di ristorante (fast-food, raffinato, ecc…)
  • Target di riferimento (lavoratori, studenti, ecc…)
  • Il proprio budget

Fattori Secondari:

  • Vicinanza ai fornitori
  • Posto auto
  • Vicinanza a concorrenza
  • Ora di punta della posizione
  • Facilità di accesso e connettività

Sebbene la vicinanza ai fornitori e la sicurezza della posizione non siano fattori significativi per decidere la propria posizione, sono comunque fondamentali e devono essere la priorità da considerare quando si seleziona tra le potenziali posizioni filtrate.

Quanto costa avviare un ristorante negli USA?

Dipende, ovviamente, dai costi che si devono sostenere. In particolare quelli più rilevanti sono i seguenti:

  • Costi del cibo: in un ristorante redditizio compongono in genere il 28%-35% delle vendite. Ovviamente un menu più ampio significa più inventario, e più prodotto significa aumentare il potenziale di maggiori perdite, perdite che sicuramente incidono anche sulle spese di avvio del ristorante.È utile quindi avereun’idea chiara di come si vorrebbe che fosse il menu e dedicare un po ‘di tempo alla ricerca di ingredienti e fornitori nella tua zona. Inoltre è noto che buona parte dei ristoratori negozino con i fornitori, soprattutto se sono clienti abituali, al fine di abbattere il più possibile questi costi.
  • Costi operativi: questi costi includono tutti gli strumenti e prodotti di cui si avrà bisogno per mantenere il ristorante in buone condizioni, come: attrezzature da cucina, biancheria, piatti e bicchieri.Se si sta cercando di risparmiare sull’attrezzatura da cucina, è possibile prendere in considerazione il noleggio di attrezzature, la ricerca di attrezzature usate o l’acquisto all’ingrosso.Fare questo invece di acquistare nuovi elettrodomestici può aiutare a ridurre i costi iniziali.Può anche comportare servizi di lavanderia per tovaglie e tovaglioli. (Questi costi -iniziali- spaziano dai $ 10.000 ai $ 100.000, in base alla grandezza del ristorante). Tra questi costi potrebbero anche essere inclusi sistemi tecnologici per la gestione del ristorante, come POS, sistemi di ordinazione online o di prenotazione.
    Vanno anche tenute in considerazione le utenze, il cui costo potrebbe raggiungere anche $ 20.000 per ristoranti di grandi dimensioni, molto meno se di dimensioni più modeste.
  • Costo del lavoro. Secondo la National Restaurant Association, il tasso di turnover annuale (l’atto di sostituire un dipendente con un nuovo dipendente) per i ristoranti è del 72,9%. Tenendo conto di questo dato e del fatto che assumere e formare un dipendente in un ristorante costa circa $ 3500, conviene investire sulla fidelizzazione dei dipendenti e mantenerli felici.
  • Tasse di locazione e di costruzione. Secondo, i ristoranti di medie dimensioni possono aspettarsi che i canoni di affitto siano di circa $ 5.000 al mese con Miami e New York che sono le zone più costose.Per affittare uno spazio in una di queste famose città, 1 ristorante su 7 paga un affitto di oltre $ 12.000 al mese.Per avere un’idea generale di cosa aspettarsi, possedere un ristorante di solito costa circa $ 178 per piede quadrato, mentre il leasing normalmente costa circa $ 159.
  • Costi di Marketing. Esistono diverse compagnie che si occupando di marketing, i cui prezzi possono essere molto esosi. Va però sottolineato che spesso è efficace una semplice campagna sui social. I costi per una attività di piccole dimensioni e con un budget limitato si aggirano solitamente intorno ai $ 1000 all’anno, mentre per attività dal budget importante si arriva fino a $ 30.000.
  • Costi delle licenze. Proprio come in Italia, ogni ristorante ha bisogno di una licenza commerciale.La quota di iscrizione tipica è di $ 50, con costi aggiuntivi che vanno da $ 25 a $ 7.000.Per servire il cibo, sarà inoltre necessario pagare il costo di una licenza per la manipolazione del cibo.I costi di quest’ultima possono variare da $ 100 a $ 1.000.E infine, se si serviranno alcolici, si avrà bisogno di una licenza (il cui costo varia da stato a stato, può variare dai $ 300 ai $ 14.000). Come evidenziato al seguente link Vendita di vini negli Stati Uniti, la clientela americana apprezza la qualità, soprattutto dei vini, e può essere quindi un importante investimento per la propria attività.

Alcune note importanti

A questo punto servono gli ultimi ritocchi, in particolare la scelta dei fornitori, la creazione di un piano aziendale e la creazione di un menù.

Un’ottima opzione è scegliere il venditore vicino al proprio ristorante, ma non deve essere l’unico fattore da considerare.Scegliere un venditore è come scegliere un partner commerciale.E’ importante quindi, tenendo anche conto dei prezzi, che il venditore sia affidabile e non lascerà in difficoltà il ristoratore.

La creazione di un piano aziendale è riassumibile nella compilazione di un business plan, per cui è necessario rivolgersi ad esperti.

Avviare un negozio di alimentari negli Stati Uniti

Un negozio di alimentari è un’ottima opportunità di business, i cui profitti possono essere notevoli.Ci sono però alcuni aspetti da tenere in considerazione.

Le basi

Come per l’avvio di un ristorante, è necessario stilare un documento, chiamato business plan, che descriva lo scopo dell’attività e l’idea dietro al business. Un piano chiaro è essenziale per il successo come imprenditore. Aiuterà a mappare le specifiche della attività attività e a scoprire alcune incognite.Successivamente è necessario capire il target, ovvero coloro che più spesso si recheranno nel negozio. I clienti sono per lo più i locali, coloro cioè che passano molto tempo nelle vicinanze.Poiché l’attività della drogheria è competitiva, i piccoli negozi di alimentari prosperano nelle comunità locali.Molti acquirenti scelgono di andare in grandi magazzini come Walmart, Costco, Kroger o Target per il loro cibo.Per questo motivo, un nuovo negozio dovrà dare la priorità a piccole comunità, singole famiglie e campus universitari offrendo cibo a prezzi accessibili.

La scelta della location

La scelta migliore potrebbe ricadere sul trovare un luogo che si trovi all’interno o vicino a un centro commerciale, un ristorante, un panificio, un negozio di dolciumi, una libreria o un bar.Per trovare la posizione migliore per il proprio negozio di alimentari, è consigliabile utilizzare i sistemi di informazione geografica dello Small Business Development Center per ottenere rapporti sulla concorrenza e sui dati demografici locali.

Gli aspetti importanti da tenere in considerazione sono quindi valutare il possibile afflusso di persone e zone abbastanza trafficate, ma comunque tenendo conto della posizione di possibili competitor.

Quanto costa avviare un negozio di alimentari negli USA?

Avviare una attività di questo tipo potrebbe risultare dispendioso se non si sa con certezza cosa fare. Di seguito verranno elencati i costi principali che si potrebbero prospettare dopo aver stilato un business plan.

  • Investimento iniziale. Quando si considera un investimento iniziale, i proprietari di negozi di alimentari possono aspettarsi di spendere tra $ 70.000 e $ 100.000 in attrezzature. Questa spesa comprende ad esempio l’arredamento, oppure una lieve ristrutturazione, un ammodernamento o l’acquisto di materiale utile al compimento delle attività di vendita di prodotti alimentari (scaffali, frigoriferi, ecc…).
  • Costi tecnologici.Ci sono alcune attrezzature tecnologiche utili a semplificare il lavoro o per assicurare una fidelizzazione dei clienti. Questi strumenti sono ad esempio un sistema POS, un sistema di prenotazione online, o video-sorveglianza. Questi costi possono raggiungere i $ 40.000.
  • Inventario Iniziale. L’inventario iniziale può essere un investimento enorme, pari a circa $ 160.000 in media.Per un primo rifornimento è consigliabile cercare di trattare con i fornitori, e cercare anche soluzioni per puntare al risparmio, almeno per il momento. Come evidenziato al seguente link Esportare prodotti alimentari in USA, i compratori americani apprezzano sempre di più la qualità e la sicurezza che i produttori alimentari italiani possono garantire. Questo può essere un punto a favore della scelta di acquistare questo tipo di prodotti.
  • Spese di pre-apertura. In queste spese sono inclusi affitto e assicurazione, possono aggiungere altri $ 10.000.Queste spese, se combinate con pubblicità di inaugurazione, depositi cauzionali e capitale circolante, possono facilmente superare i $ 200.000.
  • Assicurazione aziendale. Proprio come con licenze e permessi, la propria attività azienda ha bisogno di un’assicurazione per operare in modo sicuro e legale.Esistono diversi tipi di polizze assicurative create per diversi tipi di imprese con rischi diversi.Se non si è sicuri dei tipi di rischi che la propria azienda può affrontare,è consigliabile iniziare con l’assicurazione di responsabilità civile.Questa è la copertura più comune di cui hanno bisogno le piccole imprese, quindi è un ottimo punto di partenza per la propria attività.

Alcune note importanti

E’ necessario essere in regola con i contratti dei dipendenti ed aver ottenuto le licenze necessarie per la vendita di prodotti particolari. La mancata acquisizione delle autorizzazioni e delle licenze necessarie può comportare multe salate o addirittura causare la chiusura della propria attività.

E’ importante aumentare la redditività. Il modo più semplice è rifornire la parte anteriore del negozio con acquisti d’impulso.Articoli come riviste e batterie possono avere margini di profitto fino al 70%, il che significa che vendere solo un paio di questi articoli può riportare gli stessi profitti dell’intero carrello di un altro acquirente.Inoltre, diversificare il proprio negozio aggiungendo servizi come una caffetteria può aumentare notevolmente il tuo potenziale di profitto.

Si possono trovare maggiori informazioni al seguente link: Vendere alimentari in USA.

Avviare una gelateria negli Stati Uniti

Gli aspetti da tenere in considerazione per l’avvio di una attività come una gelateria sono molto simili a quelli sopra citati, ma alcuni sono di maggiore importanza. Infatti la scelta della location e dei gusti presenti sono di fondamentale importanza, insieme ovviamente alla scelta del target.

Le basi

C’è molto a cui pensare quando si apre un’attività di gelateria, come evidenziato sopra. È infatti facile essere sopraffatti, soprattutto all’inizio.

Il modo migliore per assicurarsi di non perdere la retta via è pianificare una strategia aziendale.Quindi, iniziare un business plan prima di ogni altra cosa è la scelta migliore.

Quali sono i gusti migliori? Le scelte che si potrebbero considerare ovvie potrebbero non essere le scelte che faranno i tuoi clienti.Puoi portare il meglio del meglio quando si tratta di sapori, ma se i tuoi clienti non sono d’accordo, sarà difficile ottenere clienti abituali.E’ quindi importante capire prima di tutto cosa i clienti potrebbero maggiormente preferire e cosa potrebbe portare questi a scegliere la nuova gelateria rispetto a quelle già esistenti.

Se non si è sicuri di come distinguersi nel mercato dei gelati, è consigliabile guardare tutte le gelaterie della zona,assaggiare i loro prodotti e guardare confortare le varie qualità.

È anche intelligente guardare le cose oltre il loro gelato, come l’arredamento che usano, come è allestito il loro negozio, che tipo di espedienti di marketing usano, ecc…

La scelta della location

Dopo aver formulato un piano e aver trovato una nicchia nel settore della gelateria, il passo successivo è trovare un luogo. La posizione scelta sarà in gran parte determinata dagli spazi commerciali disponibili nella zona, ma anche dal tipo di attività di gelateria che si prevede di gestire.

Bisogna assicurarsi che il futuro negozio disponga dello spazio e dei servizi di cui si necessita.

Si potrebbe pensare che una posizione in centro, fronte strada, sia l’opzione migliore per una gelateria.Posizione centrale, molto traffico pedonale, tonnellate di persone a cui fermarsi dopo uno sguardo dalla tua finestra.Ma attenzione: se ci si ti trova in centro, si pagherà l’affitto in centro tutto l’anno, quando si potrebbe non avere clienti tutto l’anno.Potrebbe valere la pena cercare aree che ottengono un aumento del traffico in estate (si pensi: parchi, spiaggia, lago, fiume) ma forse offre una tariffa commerciale più economica a causa del minor traffico in inverno.

Quanto costa avviare una gelateria negli Stati Uniti?

Aprire un’attività è costoso e aprire una gelateria può esserlo particolarmente.Non solo bisogna pagare l’affitto, l’acquisto o la costruzione di un negozio (ognuno dei quali varia notevolmente in termini di spesa), ma ci sono anche i costi delle attrezzature a cui pensare.

Successivamente, bisogna pensare al valore degli ingredienti per fare il gelato, pagare il personale che lo vende, le utenze per mantenere accese le luci e i frigoriferi e altre spese di manutenzione.

Ci sono molte variabili diverse che influenzano in modo significativo quanto costa avviare un’attività di gelateria. Quindi, la risposta alla domanda “Quanto costa avviare una gelateria negli Stati Uniti?” dipende, ovviamente, dalla grandezza dell’attività e dalle proprie esigenze.

Detto questo, è importante tenere traccia di tutti i costi richiesti dalla tua attività, poiché questo aiuterà a tenere sotto controllo i propri investimenti.

Come minimo, l’investimento iniziale sarà $ 20.000, ma raggiungere questo livello di convenienza significa acquistare attrezzature usate e ingredienti più economici che, alleno all’inizio, può essere una scelta particolarmente intelligente. In alcuni casi, però, potrebbe anche non essere possibile, e far lievitare le spese fino a $ 50.000.

Ad esempio, se la gelateria effettuerà anche consegne a negozi o ristoranti vicini, il costo aggiuntivo di un camion per le consegne e la distribuzione renderebbe quasi impossibile rimanere sotto i $ 50.000.

Come ogni attività che si occupa di trattare prodotti destinati al consumo come “alimentari”, sarà necessario l’ottenimento di una opportuna licenza, chiamata “Food Service License”, il cui costo può raggiungere i $ 1000. Inoltre sarò necessaria una licenza di attività commerciale, il cui costo si aggira intorno ai $ 50.

Alcune note importanti

Se si vuole aprire un’attività che serve cibo ai clienti, ci si deve abituare alle scartoffie.A seconda di dove si vive, si potrebbe dover passare attraverso strati e strati di burocrazia.Città diverse hanno requisiti diversi, ma puoi contare sul fatto che alcune cose sono le stesse.Si avrà bisogno di ottenere una licenza commerciale, per cominciare.Si dovrò poi anche leggere le leggi locali in materia di salute e sicurezza per assicurarsi di poter superare un’ispezione su salute e sicurezza.

Conclusioni

Gli aspetti da tenere in considerazione per l’avvio di una attività sono bene o male gli stessi per le attività sopra citate. La scelta della location, la stesura di un business plan o la comprensione del target possono avere importanze diverse a seconda della propria idea di business.Va comunque tenuto in considerazione che queste attività possono essere molto redditizie e si possono rivelare opzioni di business molto convenienti e interessanti.

SERVIZI CORRELATI DI EXPORT AMERICA

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Ottenere un indirizzo fisico negli Stati Uniti /it/il-blog-di-export-america/ottenere-un-indirizzo-fisico-negli-stati-uniti/ /it/il-blog-di-export-america/ottenere-un-indirizzo-fisico-negli-stati-uniti/#respond Tue, 10 Nov 2020 13:44:22 +0000 /?p=3077 The post Ottenere un indirizzo fisico negli Stati Uniti appeared first on Export America Group.

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Un imprenditore non residente negli Stati Uniti che non ha bisogno di un luogo fisico come un ufficio o un luogo di lavoro, potrebbe comunque chiedersi se ha bisogno di un indirizzo fisico (postale).

Un indirizzo postale negli Stati Uniti è utile per le aziende di proprietà di non residenti per alcuni motivi, tra cui l’apertura di un conto bancario aziendale, la creazione di credibilità e il non doversi preoccupare se i beni e servizi vengono spediti a livello internazionale.

Ci sono alcune opzioni per ottenere un indirizzo oltre all’apertura di un ufficio, le tratteremo di seguito.

Perchè ottenere un indirizzo fisico negli Stati Uniti

Ci sono molte ragioni per avere un indirizzo fisico negli Stati Uniti, incluso il riconoscimento della legittimità alla tua attività, che ti consente di aprire conti bancari e soddisfare altre esigenze aziendali.

Non è sempre necessario acquistare o affittare una sede aziendale, o eventualmente costruirla. Infatti molti imprenditori utilizzano spazi di co-working, uffici virtuali, servizi di posta o anche solo l’indirizzo della propria casella postale.

Gli stati hanno regole e requisiti diversi quando si tratta di avere un indirizzo fisico per la propria attività.Alcuni stati consentono infatti di utilizzare l’indirizzo fisico di un servizio di cassetta postale inclusa una casella postale, mentre altri sono rigidi e non consentono l’utilizzo di caselle postali come indirizzo fisico.

Alcuni potrebbero anche richiedere che il tuo indirizzo fisico sia diverso da quello del proprio Registered Agent (Neldiritto commercialedegli Stati Uniti, un Registered Agent è un’azienda o un individuo designato a ricevere ilservizio di processo(SOP) quandoun’entità commercialeè parte inun’azione legalecome una causa legale o una citazione).Un indirizzo fisico è anche necessario per ricevere la notifica del processo nel caso in cui la propria azienda sia coinvolta in un’azione legale, perché una causa non può andare avanti senza il dovuto preavviso.

Opzioni per ottenere un indirizzo fisico negli Stati Uniti

Virtual Offices o Indirizzi Virtual Business

I virtual offices o gli indirizzi Virtual Business offrono un indirizzo postale dall’aspetto professionale da utilizzare come indirizzo fisico dell’attività e sede principale dell’attività.

Molti di questi uffici virtuali e indirizzi aziendali offrono anche altri servizi, come un numero di telefono dell’ufficio e un servizio di receptionist, spazio per riunioni, spazio di lavoro e servizi di inoltro della posta.

Queste sono ottime opzioni per ottenere un indirizzo fisico negli Stati Uniti se si vive fuori dal paese.È ottimo poiché se non si ha bisogno di utilizzare regolarmente lo spazio dell’ufficio, si può comunque prenotare lo spazio dell’ufficio quando necessario.Alcune società di uffici virtuali sono globali, quindi consentono anche di accedere ai loro uffici in altre località.

Servizi di Cassetta Postale

Anche i servizi di cassetta postale forniti da enti come UPS possono essere una buona opzione, perché si possono utilizzare gli indirizzi del negozio, con il numero della propria casella di posta come numero di suite (ubicazionediun’aziendaall’interno di uncentro commercialeo di unedificio peruffici).

Se si è un residente che vive al di fuori degli Stati Uniti, questo servizio non è così utile, perché non si è presenti fisicamente per ritirare la posta, a meno che non si abbia qualcun altro che può ritirare la posta al proprio posto e inoltrare i documenti e i pacchi necessari.

Caselle Postali

Anche le caselle postali fornite dal servizio postale degli Stati Uniti sono un’opzione da prendere in considerazione.

E’ possibile compilare un modulo per assegnare una casella postale al proprio indirizzo fisico e trattarla come tale.Tuttavia, per lo stesso motivo elencato nei servizi di Cassetta Postale, le caselle postali sono utili solo se si è presenti ed è possibile ritirare la posta dalla casella postale.

Tuttavia, esistono regole più severe per quanto riguarda l’uso delle caselle postali come indirizzo fisico e molti stati e/o banche non lo consentono.

Spazi di Co-Working

Gli spazi di co-working sono sempre più popolari, soprattutto per imprenditori e proprietari di piccole imprese.

Consentono uno spazio di lavoro professionale senza il costo elevato dell’affitto di spazi per uffici privati.In genere puoi affittare l’accesso a uno spazio di scrivania condiviso, una scrivania dedicata o persino uffici privati in spazi di co-working, fornendoti anche un indirizzo fisico aziendale che puoi utilizzare.

Molti offrono anche servizi di inoltro della posta e servizi di receptionist professionale.Inoltre, se lo spazio di co-working ha più sedi in diverse città e paesi, probabilmente è possibile avere accesso a quelli che rendono i viaggi di lavoro molto convenienti.

I servizi del Registered Agent non sono uffici virtuali

Anche se si potrebbe essere tentati di utilizzare l’indirizzo del proprio Registered Agent per ricevere posta normale, questo non è lo scopo di un RA e probabilmente verrà chiesto di smettere.

I servizi di RAs professionali sono pensati per essere aperti a ricevere importanti servizi legali di documenti di processo, assistenza con promemoria di conformità e persino rapporti annuali di vario genere.

Tali servizi inoltrano tempestivamente comunicazioni e documenti all’utente nell’ambito del servizio fornito.Se non si è residenti e si vive fuori dal paese, questo è particolarmente utile.Un altro vantaggio di tali servizi è che aiutano a mantenere aggiornata la propria LLC sui requisiti statali inviando promemoria per la presentazione.Un ulteriore vantaggio è che conservano anche una copia dei documenti importanti nel caso in cui i propri vengano persi per motivi imprevisti.

Motivi per avere un indirizzo fisico

Sebbene avere un RA richieda di avere un indirizzo fisico aziendale, ci sono anche altri vantaggi nell’avere un indirizzo fisico.

Aspetto professionale, credibilità e affidabilità

Mentre il numero di imprenditori continua a crescere, insieme a quelli che lavorano da casa, c’è ancora un problema di immagine relativo all’uso del proprio indirizzo di casa come indirizzo aziendale.Sfortunatamente, non importa quanto si sia bravi, l’utilizzo di un indirizzo di casa o anche di una casella postale può portare potenziali clienti a mettere in dubbio la professionalità e la legittimità della propria attività.Avere un indirizzo fisico consentirà ai potenziali clienti di fidarsi poiché fa sembrare stabili economicamente e dimostra di aver investito nella propria attività.

Necessità di spedizione e ricezione

Molti spazi di coworking, uffici virtuali e servizi di cassette postali offrono servizi di posta per aiutare a spedire e ricevere la propria posta e pacchi.Questo è un grande vantaggio se non si è nel paese o si viaggia molto perché qualcuno è sempre lì per ricevere la propria posta e inoltrarla.

Un luogo per incontrare i clienti

Molti imprenditori che lavorano da casa non hanno bisogno di un luogo fisico e possono tenere riunioni in luoghi pubblici.Tuttavia, ogni tanto si potrebbe aver bisogno di un luogo privato e professionale per una riunione o per svolgere altri lavori.Gli spazi di co-working e gli uffici virtuali sono ottimi per questo e si aggiungono valore alla professionalità della propria attività.Alcuni hanno persino sedi in tutto il paese e nel mondo e consentono così di utilizzare il loro spazio ovunque.

Quindi, se si necessita di un posto dove incontrare i clienti, un cambio di scenario o solo uno spazio tranquillo per fare il proprio lavoro, usare uno spazio di co-working o un ufficio virtuale come indirizzo fisico della propria attività può essere un’ottima opzione quando non si necessita di una locazione fisica di un ufficio vero e proprio.

 

Avere un indirizzo fisico negli Stati Uniti è necessario per la tua attività e, se vivi fuori dal paese, ci sono varie opzioni per te che possono fornire grandi vantaggi oltre al semplice indirizzo fisico.

 

SERVIZI CORRELATI DI EXPORT AMERICA

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Esportare Salumi negli USA /it/il-blog-di-export-america/esportare-salumi-negli-usa/ /it/il-blog-di-export-america/esportare-salumi-negli-usa/#respond Wed, 07 Oct 2020 19:14:58 +0000 /?p=3073 The post Esportare Salumi negli USA appeared first on Export America Group.

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Dal 28 Maggio 2013 è permessa negli Stati Uniti l’importazione di prodotti di “alta salumeria italiana”, come salame, coppa, speck e cotechino, da regioni come Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e dalle province di Trento e Bolzano. L’importazione di altri prodotti come prosciutti cotti, crudi e mortadella erano già permessi.

Queste concessioni sono state permesse grazie agli studi effettuati dall’, che ha dichiarato le suddette aree geografiche “a basso rischio” per quando riguarda la malattia vescicolare del suino.

Le opportunità dell’esportazione di salumi negli Stati Uniti

Le nuove normative quindi difendono anche i prodotti italiani dall’”italian sounding”, il fenomeno cioè dei produttori che danno nomi riconducibili al “made in Italy” ai propri prodotti. (Noti casi sono ad esempio il “San Daniele” canadese o quando è stato registrato il marchio “Prosciutto di Parma DOP”).

Quali stabilimenti possono esportare

I prodotti destinati al mercato americano possono provenire solo dastabilimenti che siano stati preventivamente autorizzati dalle autorità statunitensie devono essere provvisti di uno specifico certificato sanitario e di attestazione veterinaria.

Si deve inoltre garantire che l’impianto nel quale sono stati macellati gli animali non sia venuto a contatto con animali o carni provenienti da Regioni nelle quali la malattia vescicolare del suino sia ancora presente, ovvero che carni e/o animali non abbiano attraversato Regioni non indenni, a meno che ciò non si sia verificato, ovviamente per le sole carni, in container sigillati dall’Autorità Sanitaria di Regioni ammesse.

Caratteristiche dei salumi destinati all’esportazione

Le normative Americane sono piuttosto selettive per quanto concerne i prodotti esportabili. E’ infatti permesso esportare prodotti a base di carne cotta e sottoposti a trattamento termico che raggiunga i 69° C al cuore del prodotto oppure sterilizzati, come il cotechino. Per i prodotti a carne cruda invece la stagionatura deve essere superiore a 400 giorni.

Documentazione richiesta

Per quanto riguarda la documentazione per carni, salate o in salamoia, secche o affumicate, farine e polveri commestibili di carni (codice doganale SA 0210 ), i documenti richiesti, per l’esportazione negli Stati Uniti, sono di seguito indicati:

  • Registrazione di Stabilimento Alimentare
    Documento attestante che lo stabilimento o gli stabilimenti in cui è stata effettuata la produzione, trasformazione, confezionamento e conservazione di alimenti destinati al consumo per il mercato statunitense è/sono stati registrati presso la Food and Drug Administration (FDA). Il Ministero della salute ha pubblicato ed aggiorna regolarmente l’elenco degli
  • Licenza per la fauna selvatica
    Sono definite condizioni di applicabilità specifiche per gli alimenti in cui, tra gli ingredienti, figurino anche prodotti di animali in via di estinzione. Un documento deve attestare che il titolare è autorizzato ad esportare specie di fauna selvatica. Tale documento è necessario per lo sdoganamento e l’accesso al mercato.
  • Preavviso di importazione di prodotti alimentari
    Ogni qual volta si intende esportare prodotti come quelli elencati sopra è necessario presentare con un certo preavviso un documento che annuncia l’importazione di alimenti alla FDA, che verrà descritto di seguito, alla (Automated Broker Interface) o al .
    I termini per la presentazione del preavviso sono molto stringenti: non più di 15 giorni prima della data prevista dell’arrivo se l’invio è effettuato tramite PNSI e non più di 30 giorni se l’invio è effettuato tramite ABI. Questo documento deve contenere diverse informazioni, l’elenco completo nei siti sopra citati. Tra le informazioni richieste ci sono ad esempio il nome e l’indirizzo della persona che presenta la notifica, della sua azienda dell’importatore e così via.
  • Codice di Identificazione Produttore (MID)
    E’ un codice di 15 caratteri che identifica il produttore (non statunitense) di un bene, in conformità con le disposizioni di legge; può essere un prerequisito per la dichiarazione doganale di importazione o per l’entrata/consegna immediate. Per articoli aventi più di un produttore, il codice MID va indicato per ciascun produttore, separatamente.
  • Certificato sanitario per i prodotti animali
    E’ un documento rilasciato dalla ASL, attestante che i prodotti di origine animale per l’esportazione non sono infetti e non sono portatori di alcuna malattia infettiva; esso è necessario per sdoganamento e accesso al mercato; deve essere scritto in inglese e presentato in originale. Le autorità veterinarie degli Stati Uniti accettano il certificato rilasciato dall’autorità competente di uno Stato Membro dell’Unione Europea, se esso è fornito di tutte le informazioni specifiche.
  • Certificato di Origine
    Potrebbe essere richiesto anche il Certificato di Origine (facoltativo, secondo le indicazioni dell’importatore). Il Certificato è emesso dalla Camera di Commercio italiana dove ha sede il produttore del bene.
  • Etichettatura
    L’etichettatura è un requisito molto importante per l’FDA. Questa deve contenere:

    • Nome del prodotto
    • Paese di origine
    • Nome e Indirizzo del produttore
    • Peso Netto
    • Stato del prodotto (“a cubetti”, “porzionato”, e così via).
    • Elenco degli ingredienti
    • Informazioni nutrizionali
    • E’ necessario specificare la presenza di eventuali allergeni alimentari.

In conclusione si può con assoluta certezza affermare che l’esportazione di salumi negli Stati Uniti è sicuramente una ottima mossa. I consumatori americani negli ultimi anni hanno infatti evidenziato la loro tendenza a preferire prodotti di qualità e sicuri, ponendo quelli italiani tra i più apprezzati. E’ però necessario affidarsi a esperti del settore prima di intraprendere queste operazioni, al fine di velocizzare il processo ed evitare rischi.

 

SERVIZI CORRELATI DI EXPORT AMERICA

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