imprenditori Archives - Export America Group Export America Group Fri, 03 Jun 2022 14:31:08 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.9.3 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-32x32.jpg imprenditori Archives - Export America Group 32 32 Visti E1 – E2 per chi vuole investire in USA /it/il-blog-di-export-america/visti-e1-e2-per-chi-vuole-investire-in-usa/ /it/il-blog-di-export-america/visti-e1-e2-per-chi-vuole-investire-in-usa/#respond Sat, 19 Aug 2017 08:10:51 +0000 /?p=2217 The post Visti E1 – E2 per chi vuole investire in USA appeared first on Export America Group.

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I Visti E1 ed E2 per chi investe negli Stati Uniti

Il visto di categoria E, è possibile solo per i Paesi che abbiano trattati commerciali con gli Stati Uniti, e riguardano in particolar modo le persone che si recano in Usa per affari o per attività di investimento in ditte americane. Nello specifico, il visto E1 si rivolge ai trattati commerciali, mentre il visto E2 è indicato per chi vuole investire. Vediamo ora di specificare meglio:
  • Visto E1: per ottenere questo visto è necessario che il titolare sia in possesso di almeno il 50% dell’azienda con la quale sta facendo affari in Usa oppure che sia un dipendente indispensabile al funzionamento amministrativo della stessa, che l’azienda sia già esistente sul suolo americano. I famigliari del soggetto in questione (coniuge e figli che non abbiano ancora compiuto 21 anni) possono ottenere un visto derivativo dal suo e hanno la possibilità di lavorare o studiare.
  • Visto E2: questo tipo di visto, oltre alle caratteristiche sopraddette, prevede anche che il richiedente faccia un investimento sostanziale in Usa. Per “sostanziale” si intende una cifra di denaro che sia sufficiente per mantenere il soggetto, la sua famiglia ed eventuali impiegati; inoltre la somma richiesta ( non c’è un budget minimo), deve essere maggiore della cifra prevista per sostenere in costi dell’avvio della società in USA e della somma calcolata per il mantenimento della famiglia; questo per ottemperare alle esigenze di cui sopra. Fondamentale, risulta quindi capire di quanto denaro si necessita per aprire un determinato tipo di società. E’ possibile ottenere l’approvazione del visto anche non investendo cifre altissime, ma dimostrando, documenti alla mano, che l’attività venererà grosse fonti di reddito entro i primi 5 anni dal suo avvio. Gli Stati Uniti non concedono facilmente questo tipo di visto, per cui è necessario presentare domande complete e dettagliate. In primo luogo, per evitare il riciclaggio di denaro sporco, è necessario dimostrare la provenienza della somma investita, se si entra in società con un’altra persona anche il socio deve fornire gli stessi dati. Chi possiede il visto E2 deve essere anche il titolare dei fondi che ha investito, oppure, se utilizza un prestito, questo deve essere garantito da proprietà immobiliari dell’investitore. L’ottenimento del visto non è garantito dal deposito di denaro in una banca o dalla stipula di un contratto di acquisto. Talvolta si può utilizzare l’ “Escrow account”, una forma di conto speciale che condiziona l’acquisto della ditta all’approvazione del visto.

A conclusione di tutto si può asserire che l’ottenimento dei visti E non è facile, per cui è bene rivolgersi a consulenti esperti nel settore in modo tale da rispettare tutti gli step richiesti per non incorrere in spiacevoli inconvenienti. Export America collabora con i più abili avvocati d’immigrazione.

 

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Visti E2 e L1 per stabilirsi in USA

Molti imprenditori italiani ci contattano perchè vogliono esportare la propria idea oltreoceano, e per farlo devono essere presenti in loco per più dei classici 3 mesi consentiti dal Visa Waver Program (VWP). Per questo serve un visto di lungo termine, che gli Stati Uniti rilasciano solo se l’idea poggia su solide gambe finanziarie.

I fattori che determinano il rilascio del visto sono:

– entita’ degli investimenti

– presenza di un business plan dettagliato

– documentazione prodotta da uno studio legale USA

– cosa dira’ il candidato al colloquio

Di seguito una panoramica sui visti per i quali si cercano notizie in prospettiva di esportare in prima persona un prodotto o servizio.

B1

Il visto B1, comune quando ancora non esisteva il VWP, permette un soggiorno di 6 mesi sul suolo USA. Proprio per l’esistenza del VWP che dovrebbe soddisfare con i suoi tre mesi permessi negli Stati Uniti la maggior parte delle esigenze di presenza temporanea in America , ora il rilascio di questo visto (così come il B2) è molto più difficile da ottenere. Inoltre, la pratica di uscire e rientrare subito dopo con visti B o VWP è altamente sconsigliata. Puo’ funzionare qualche volta, ma quando viene notato dall’autorità per l’immigrazione USA, poi le possibilità di ottenere un visto si riducono molto, anche in presenza di tutte le condizioni necessarie.

H1B

Un’azienda USA deve sponsorizzare il richiedente, il quale non può essere sponsor di se stesso, specie dopo il Neufeld memo. C’è chi ci chiede se è possibile far aprire la società negli Stati Uniti da un soggetto terzo che sponsorizzi l’applicant. Ma un caso come questo e’ chiaramente una red flag per chi analizza l’application. Nel caso invece in cui si venga assunti da un’altra azienda americana, a quel punto con l’H1B può avere libertà di manovra in USA, ma è una via particolarmente contorta, rispetto a visti dedicati ad investimenti ed imprenditoria, come E2 e L1.

E2

Questo è un visto per iniziative di trade con gli Stati Uniti. Sugli investimenti, condizione necessaria per non essere rigettati e’ dimostrare che:
  • aver già fatto prima della richiesta del visto investimenti di ammontare significativo (non esiste un numero, 60000$ in alcuni casi e’ andato bene, ma la cifra che dà al quasi certezza e’ 100- 150k)
  • questo investimento deve essere su prodotti o lease su suolo americano;
  • l’investimento non deve essere passivo (se si acquista un edificio per affittarlo, questo non è sufficiente per ottenere un E2, anche se l’investimento e’ significativo)
  • nell’investimento, il capitale preso a prestito non deve essere eccessivo.

Fattori che possono influenzare la decisione del consolato:

  • ha intenzione di lavorare in un ufficio in USA, oppure e’ un business che gestisce online da casa? Un commercial lease per un ufficio dà una impressione migliore all’interview che il business sia vero e solido e che possa portare lavoro in USA (questo non e’ necessariamente vero nella realtà e ci sono fiorenti business gestiti da casa, ma qui interessa ciò che il consolato vuol sentirsi dire)
  • un business plan che identifica la profitabilità oltre il mero sostentamento della sua famiglia
  • il business esiste già ed e’ profittevole; in questo caso l’ambasciata considera automaticamente il business plan come realistico
  • nell’attuale business in patria impiega 1 o più lavoratori, e quindi può subito dimostrare che dovrà assumere americani?

L1

Questo è un visto che viene utilizzato tipicamente da multinazionali per poter mandare lavoratori specializzati ed executive nelle loro branch americane. Per chi non ha ancora una filiale ma la vuole creare, questo caso le condizioni che rimangono da valutare per fare un’application come “new office”sono :
  • la mother 91ý deve esistere ancora nel momento in cui chiede il visto L1 e deve esistere quando un anno dopo dovrà fare il rinnovo
  • al momento della prima petizione si deve poter dimostrare di essersi assicurata le premises, ossia uno spazio per un ufficio (lease)
  • si deve presentare un business plan e documentazione che evidenzi la crescita futura alla prima petizione, e si deve dimostrare che questa crescita c’e’ stata e che il business ha clienti e operatività al rinnovo.
  • a differenza del visto E1, non esistono vincoli di investimenti già esistenti (salvo il lease), basta dimostrare che si sta lavorando per finanziare lo sviluppo della sussidiaria americana
Infine, ci vengono spesso chiesti i costi per queste pratiche, la risposta è il classico dipende. Un’azienda affermata che ha già una sede in USA non avrà problemi a produrre documenti comprovanti l’esistenza di scambi commerciali consistenti. Se invece bisogna “costruire il caso” per convincere il consolato che non e’ un tentativo di emigrare per cercarefortuna, in quel caso bisogna lavorare per dare un’impressione di business solido (e’ quello il vettore per il prezzo della consulenza, non la compilazione della parte burocratica). In ogni caso, non può essere assicurato al 100% l’ottenimento del visto, dato che si tratta comunque di una valutazione arbitraria fatta dal console durante l’intervista.

 

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