finanziamenti Archives - Export America Group Export America Group Wed, 06 Jul 2022 10:20:46 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.9.3 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-32x32.jpg finanziamenti Archives - Export America Group 32 32 L’accesso al credito negli USA /it/il-blog-di-export-america/accesso-al-credito-negli-usa/ /it/il-blog-di-export-america/accesso-al-credito-negli-usa/#respond Tue, 09 Mar 2021 19:58:23 +0000 /?p=3110 The post L’accesso al credito negli USA appeared first on Export America Group.

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La qualità dei prodotti e l’affidabilità delle realtà Italiane sono riconosciute a livello mondiale. Basti pensare che numerose ricerche hanno evidenziato, ad esempio nel mercato alimentare, che gli americani sempre di più tendono a preferire prodotti di qualità e sicuri, come appunto quelli Italiani. Questo unito alla crisi economica mondiale, ma soprattutto italiana, hanno portato molte realtà e imprenditori a spostare il loro focus in ambiti diversi da quello locale/nazionale.

Sicuramente tra i mercati più ambiti dalle aziende italiane per la vendita dei propri prodotti e servizi, oltre che per stabilire una propria filiale, ci sono gli Stati Uniti.

In questo articolo si cercherà di sviscerare uno degli ostacoli principali che un investitore straniero si può trovare ad affrontare negli USA, ovvero ottenere credito in quantità e qualità sufficiente per poter far crescere e consolidare la propria attività.

Va però sottolineato che un investitore straniero, o una società straniera, che non ha una presenza, anche minima, sul suolo americano difficilmente otterrà finanziamenti da banche, venture capitalist o qualsiasi ente di credito americano. Questi infatti basano la valutazione dell’investimento su un punteggio, chiamato Credit Score (verrà approfondito nel seguito del presente articolo), che si basa esclusivamente su redditi, capitale, prestiti passati e collaterals relativi al proprio business esclusivamente negli USA.

Le “5 C” del sistema creditizio americano

Proprio la crisi di cui si è accennato nell’introduzione hanno spinto gli istituti di credito americani ad essere più “severi” e più selettivi rispetto al passato. Le banche americane hanno sviluppato un sistema basato su una valutazione, cosiddetta delle “5 C”, di seguito elencate:

  1. Character. Sebbene si chiami character, la prima C si riferisce più specificamente alla“storia del credito”: ovvero la reputazione di un mutuatario.Sono perlopiù dei rapporti sul credito dei mutuatari, e questi sono generati dalle principaliagenzie di credito (riconosciute a livello nazionale) ed i rapporti di credito contengono informazioni dettagliate su quanto un richiedente ha preso in prestito in passato e se ha rimborsato i prestiti in tempo.Minore è il numero di problemi connessi con il proprio storico bancario, più alto sarà il punteggio di credito (Credit Score, vedi sotto).
  2. Capacity. La capacity misura la capacità del mutuatario di rimborsare un prestito confrontando il reddito coni debiti ricorrentie valutando il rapportodebito/reddito (DTI – Debt To Income)del mutuatario.I finanziatori calcolano il DTI sommando i pagamenti del debito mensile totale del mutuatario e dividendolo per il reddito mensile lordo del mutuatario.Più basso è il DTI del richiedente, maggiori sono le possibilità di qualificarsi per un nuovo prestito. Si riferisce, in breve, alla capacità dell’azienda di generare ricavi, al fine di rimborsare il prestito.
  3. Collateral (Garanzia). La garanziapuò aiutare un mutuatario a ottenere prestiti.Dà al creditore la certezza che se il mutuatario è inadempiente sul prestito, il creditore può ottenere qualcosa riacquistando la “collateral”.Spesso, la garanzia è l’oggetto per cui si prendono in prestito i soldi: i prestiti per le auto, ad esempio, sono garantiti dalle auto e i mutui sono garantiti dalle case.Per questo motivo, i prestiti garantiti da garanzie sono a volte indicato comegarantitiprestiti o debito garantito. Collateral è rappresentato dalla liquidità e dai beni di un imprenditore che possono essere messi a garanzia di un prestito. Oltre ad avere un buon credito e una comprovata capacità di generare profitti, le banche richiedono spesso al proprietario di dare in pegno i propri beni personali come garanzia per il prestito.
  4. Capital. I finanziatori considerano anche l’eventuale capitale che il mutuatario destina a un potenziale investimento.Un grande contributo da parte del mutuatario riduce la possibilità di insolvenza.I mutuatari che possono versare un acconto su una casa, ad esempio, in genere trovano più facile ricevere un mutuo. Più specificatamente si riferisce ai capital asset dell’impresa (ad esempio macchinari i inventario dei prodotti). Le banche li considerano capital asset, ma con qualche eccezione, perché in caso di chiusura o vendita dell’attività, i valori di recupero non saranno pari al costo storico del cespite in oggetto ma bensì al suo valore di liquidazione. Tale valore riflette l’importo a cui realisticamente si può aspirare da una transazione sul libero mercato.
  5. Conditions. E’ il fattore più soggettivo e dipende molto dallo specifico caso in questione. Le condizioni del prestito, come il tasso di interesse e l’importo del capitale, influenzano il desiderio del creditore di finanziare il mutuatario.Le condizioni possono fare riferimento a come un mutuatario intende, ad esempio, utilizzare il denaro.

Credit Score

Come accennato nel primo punto delle “5 C” del sistema creditizio, dalla prima, ovvero “Character” deriva il calcolo del cosiddetto Credit Score. Come appunto accennato gli istituti di credito americani utilizzano il Credit Score per valutare il rischio potenziale nel concedere un prestito al richiedente. I creditori utilizzano il Credit Score per determinare chi si qualifica per un prestito, il tasso di interesse da applicare e i limiti di credito sta stabilire.

Il Credit Score negli Stati Uniti rappresenta, in teoria, il merito di credito di ogni persona, e quindi la probabilità che gli utenti ripaghino i propri debiti. Un punteggio di credito si basa principalmente sui report forniti in genere da una delle tre principali agenzie di credito: Experian, TransUnion, e Equifax. Il reddito non è considerato dalle principali agenzie di credito per il calcolo del Credit Score. I metodi di calcolo dei punteggi di credito sono diversi, ma il pià utilizzato rimane in FICO (ovvero il metodo creato dalla “Fair Isaac Corporation”).

Gli americani hanno diritto a ricevere un report sulla propria “storia di credito” ogni anno, ma non hanno diritto a ricevere gratuitamente il proprio Credit Score. Il punteggio di credito indica se si ha una “storia” di stabilità finanziaria e di gestione del credito responsabile. Il suddetto punteggio può variare da 300 a 850, ma più alto è il punteggio, maggiori saranno i benefici (711 è stato il valore medio nel 2012). Il Credit Score riportato nei report può variare a seconda dell’agenzia di credito che lo ha prodotto. Le differenze nel punteggio tra le varie agenzie dipendono, come detto, dalle informazioni in loro possesso.

Tra gli elementi più comuni che influenzano il Credit Score si trovano le cronologie dei pagamenti (influenzanti per il 35 %), i debiti (influenzanti per il 30%), la lunghezza della “storia di credito” (influenzante per il 15%), il nuovo credito (ovvero il numero di conti bancari, che influisce per il 10%) e tipi di credito in uso (ovvero carte di credito, conti di deposito, mutui e così via, che influenzano il Credit Score per il 10%).

Conclusioni

Dovrebbe essere noto quindi, se si intende avviare una filiale o una attività negli Stati Uniti, che bisogna tenere d’occhio tutti i fattori sopra citati al fine di avere maggiori possibilità nell’ottenimento di credito. Per fare questo potrebbe tornare utile affidarsi ad un esperto, capace di generare un business plan, utile alle agenzie di credito per valutare l’investimento.

Contattaci per una prima chiacchierata informale

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Aprire un ristorante in USA. Consigli. Seconda parte

FINANZIARE IL PROPRIO BUSINESS

Ecco alcuni suggerimenti su come fare per aumentare i fondi di avvio:

Programmi governativi. Approfittate dell’abbondanza di programmi locali, statali e federali americani destinati a supportare le piccole imprese

Risorse personali. Fare un inventario completo dei propri beni. Le persone hanno generalmente più risorse di quanto non realizzino, compresi i conti di risparmio, i conti pensionistici, il patrimonio immobiliare, i veicoli e altri investimenti.

Partner. Cercare qualcuno che potrebbe desiderare di collaborare nell’attività. E’ possibile scegliere qualcuno che abbia risorse finanziarie e vuole lavorare fianco a fianco nell’azienda. Assicurarsi di creare un accordo di partnership scritto che definisca chiaramente le rispettive responsabilità e obblighi, tornerà utile in sede fiscale.

POSIZIONE

Accessibilità ai potenziali clienti. Considerare l’affluenza di clientela nelle imprese vicine e la presenza o meno di zone pedonali. Molti clienti vedono l’area di New York come sbocco naturale per ristoranti italiani vista la presenza notevole di connazionali di prima, seconda, terza generazione; in realtà è una scelta inflazionata e ci sono opzioni più economiche, ma altrettanto profittevoli.

Pagamento di affitto. Calcolare all’incirca l’incasso nel primo anno di attività e utilizzare queste informazioni per decidere quanto si è disposti a pagare di affitto.

Restrizioni. Controllare le possibili restrizioni che rendono un locale meno adeguato ad un business di ristorazione, come le limitazioni delle ore del giorno duranti le quali i camion possono caricare o scaricare legalmente. In genere le autorità locali americane cercano di venire sempre incontro alle necessità delle imprese commerciali senza porre paletti eccessivi.

Parcheggio per clienti. Il sito dovrebbe fornire un parcheggio adeguato, nonché un facile accesso per i clienti: gli americani odiano cercare un parcheggio.

Prossimità ad altre imprese. Le imprese limitrofe possono influenzare l’affluenza di clientela del tuo negozio, e la loro presenza può essere un pro o un contro.

Storia del locale. Scopri la storia recente di ciascun locale commerciale prima di effettuare una scelta finale.

Condizioni di locale. Assicurati di comprendere tutti i dettagli del contratto di affitto, perché è possibile che un locale eccellente possa avere alcuni termini inaccettabili.

Sviluppo futuro. Controllare se è previsto qualcosa nella pianificazione locale per il futuro che potrebbe influenzare l’attività commerciale, come l’aggiunta di edifici nelle vicinanze o la costruzione di strade.

DISPOSIZIONE

La struttura e il design del locale sono fattori importanti per il successo del proprio ristorante.

Zona pranzo. La maggior parte dei fondi iniziali dell’attività, verrò usata per la progettazione e la realizzazione della propria sala da pranzo, elemento fondamentale per il successo del business. Quindi è consigliato non badare a spese per quanto riguarda la zona pranzo. Può risultare utile visitare dei ristoranti nella zona e analizzarne l’arredamento. La clientela USA ha certe aspettative per ristoranti italiani: a volte occorre assecondare certi luoghi comuni sullo stile e design degli interni. E’ importante osservare se i clienti reagiscono positivamente all’arredamento e in caso contrario, pianificare delle modifiche. Gran parte del design della sala dipenderà dalla tipologia di locale che si desidera avviare. Inoltre, sarà utile sapere che gli studi indicano che il 40-50 per cento di tutti i clienti arrivano in coppia; Il 30 per cento sarà da solo, e infine il 20 per cento è composto da gruppi di 4 o più persone.

Area di produzione. Organizzare la zona di produzione alimentare in modo che tutto sia a pochi passi dal cuoco. Il progetto dovrebbe anche consentire a due o più cuochi di poter lavorare fianco a fianco durante le ore di punta. Dovrai includere spazio per la ricezione, l’immagazzinamento, la preparazione degli alimenti, la cottura, la lavastoviglie, il deposito dei rifiuti e un’area per un piccolo ufficio dove è possibile eseguire i compiti di gestione.

ASSUNZIONE DI DIPENDENTI

Ci sono diverse categorie di personale indispensabili nel settore della ristorazione:

Manager. La figura professionale più importante nella maggior parte dei ristoranti è il manager. E’ consigliato assumere un candidato che già abbia gestito un ristorante e che abbia familiarità con fornitori e con il mercato locale. Il manager deve possedere capacità di leadership e capacità di supervisione del personale, riflettendo lo stile e il carattere del ristorante.

Cuochi. Inizialmente, ci sarà bisogno di almeno tre cuochi: due cuochi full-time e uno part-time. Per quanto riguardo i cuochi full-time inizieranno il loro orario di lavoro dalla mattina presto per essere presenti durante tutta la preparazione. Il cuoco part-time aiuterà durante le ore di punta e durante i weekend. Per la ricerca e l’assunzione, le scuole di cucina possono di solito fornire delle linee guida , ma è consigliato guardarsi intorno e pubblicare annunci di giornale prima di assumere.

I camerieri. I camerieri avranno la massima interazione con i clienti, quindi devono lavorare bene sotto pressione, soddisfare le esigenze dei clienti e dare un’impressione positiva. Inizialmente è consigliato assumere camerieri esperti in modo da non dover fornire una formazione completa. Successivamente, tuttavia, è necessario sviluppare sistemi di formazione per aiutare sia i nuovi dipendenti inesperti sia i camerieri veterani a comprendere la filosofia e l’immagine che si desidera proiettare.

MENU

In questo caso, almeno inizialmente, bisogna adattarsi alla clientela e fare qualche compromesso. Il cliente americano, sia esso occasionale o alla ricerca di menù raffinati, ha comunque alcune aspettative sul cibo cucinato all’italiana che spesso si discostano dalla nostra arte culinaria. Si aspetta una pizza con una quantità di formaggio che non vedrete mai in una pizzeria italiana; offrirgli una pasta al dente come la si intende in Italia equivale ad assicurarsi una recensione negativa, perché in USA ci si aspetta che sia lievemente scotta, perlomeno per gli standard italiani; ha la certezza che nel menu debbano comparire piatti come gli spaghetti with meatballs o conditi con la Alfredo sauce, anche se la non c’entrano nulla con la nostra tradizione alimentare.

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