e-commerce Archives - Export America Group Export America Group Sun, 29 Sep 2024 21:54:37 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.9.3 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-32x32.jpg e-commerce Archives - Export America Group 32 32 Esportare dispositivi elettronici in USA /it/il-blog-di-export-america/esportare-dispositivi-elettronici-in-usa/ /it/il-blog-di-export-america/esportare-dispositivi-elettronici-in-usa/#respond Sun, 29 Sep 2024 21:54:37 +0000 /?p=3620 Esportare prodotti elettronici negli Stati Uniti è un’impresa complessa che richiede una profonda conoscenza delle normative e delle procedure doganali....

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Esportare prodotti elettronici negli Stati Uniti è un’impresa complessa che richiede una profonda conoscenza delle normative e delle procedure doganali. Questo settore è regolato da numerose entità governative a causa del potenziale pericolo che tali prodotti possono rappresentare per gli utenti. Tuttavia, con le giuste informazioni e preparazione, è possibile affrontare con successo il processo di esportazione.

In questo articolo, esploreremo i diversi tipi di prodotti elettronici che possono essere esportati, le normative che regolano il loro ingresso negli USA e come gestire le eventuali complicazioni che possono sorgere.

Tipi di prodotti elettronici da esportare negli USA

Quando si parla di elettronica, molti pensano immediatamente a dispositivi di uso comune come cellulari e computer. Tuttavia, la gamma di prodotti elettronici che possono essere importati negli Stati Uniti è molto più ampia e comprende diverse categorie, ciascuna con le proprie specificità.

In primis, vi è l’elettronica di consumo che comprende tutti quei dispositivi utilizzati quotidianamente dalle persone per scopi personali o ricreativi. Tra questi troviamo:

  • televisioni;
  • computer e tablet;
  • smartphone;
  • condizionatori d’aria;
  • sistemi di intrattenimento e di gioco.

Altri dispositivi che si possono esportare, sono quelli medici. I dispositivi elettronici medici sono utilizzati in contesti sanitari, come ospedali e cliniche, e includono:

  • apparecchi acustici;
  • giunti artificiali;
  • sistemi di imaging medico e monitor;
  • pacemaker.

 

Tra gli altri prodotti elettronici da importazione ci sono anche:

  • quelli per gli autoveicoli tra cui regolatori di velocità, computer e sensori per auto;
  • prodotti di elettronica militare e aerospaziale come sistemi di navigazione, di guida, missilistici o di robotica;
  • prodotti di elettronica digitale, ossia composti da piccoli componenti utilizzati in vari dispositivi.

Come esportare prodotti elettronici: leggi e regolamenti

Esportare prodotti elettronici negli USA richiede una profonda conoscenza delle regole di importazione nel Paese. L’importazione di prodotti elettronici negli Stati Uniti, infatti, è regolata da diverse agenzie governative, ognuna delle quali ha requisiti specifici che devono essere rispettati per garantire un ingresso regolare delle merci nel Paese. Ecco quali sono le agenzie da consultare:

 

  • Customs and Border Protection (CBP), cioèl’agenzia principale responsabile della regolamentazione delle importazioni negli Stati Uniti. Il suo obiettivo è prevenire l’ingresso di merci contraffatte, pericolose o fraudolente e fermare il traffico illegale. I documenti di importazione richiesti dalla CBP includono il Modulo CBP 7533 o modulo CBP 3461, la polizza di carico o lettera di vettura aerea, la cauzione doganale, la fattura commerciale o fattura proforma e il certificato di origine;
  • Harmonized Tariff Schedule degli Stati Uniti (HTSUS), usato per classificare gli oggetti e valutarli. Questo codice, solitamente lungo 10 cifre, è fondamentale per determinare le tariffe doganali e deve essere accuratamente determinato per evitare problemi doganali. Il codice deve corrispondere a una descrizione fornita per i prodotti, ma il processo di individuazione del codice corretto può risultare difficoltoso e potrebbe richiedere l’aiuto di esperti. Gli importatori possono utilizzare lo strumento di ricerca HTS dello USA Customs Clearance per restringere il campo del codice corretto in base alla descrizione del prodotto;
  • Food and Drug Administration (FDA) che regola un’ampia gamma di beni utilizzati o consumati, compresi i dispositivi elettronici. In particolare, la FDA delinea una serie di linee guida specifiche per l’importazione di prodotti elettronici, tra cui le disposizioni generali, ispezione e collaudo, nonché procedure di fideiussione e conformità;
  • Federal Communications Commission (FCC) che richiede una dichiarazione di conformità per tutti i dispositivi elettronici che emettono onde radio. Questo documento certifica che il prodotto è conforme agli standard della FCC e facilita il suo ingresso negli Stati Uniti. La FCC può registrare un prodotto elettronico in due modi, ossia con la certificazione o con la dichiarazione di conformità del fornitore (SdoC). Una procedura di certificazione è il processo di approvazione più rigoroso che può essere applicato a un dispositivo elettronico a radiofrequenza. Il dispositivo deve contenere un dispositivo di trasmissione radio per essere valutato utilizzando questi criteri. Articoli come questo includono trasmettitori di controllo remoto, trasmettitori radio mobili terrestri e trasmettitori di telemetria medica wireless. Una procedura SDoC viene utilizzata per determinare se il prodotto elettronico è conforme agli standard tecnici appropriati. I dispositivi elettronici che rientrano in questa classificazione includono microonde, periferiche per computer, lampadine a LED e dispositivi di interfaccia televisiva;
  • Certificazione UL (Underwriters Laboratories) che è un’ulteriore garanzia di sicurezza per i prodotti elettronici importati. Per ottenere la certificazione UL, un prodotto deve essere sottoposto a rigorosi test di sicurezza che ne valutano la conformità agli standard stabiliti. Una volta ottenuta, la certificazione UL deve essere rinnovata periodicamente per garantire che il prodotto continui a rispettare le normative vigenti.

Le 10 principali importazioni di elettronica dagli USA

Gli Stati Uniti sono uno dei maggiori importatori di elettronica al Mondo. Tra le principali categorie di prodotti elettronici importati nel 2021 troviamo:

  • smartphone;
  • laptop e tablet;
  • televisori;
  • dispositivi di rete;
  • componenti per veicoli;
  • dispositivi medici;
  • sistemi di intrattenimento;
  • apparecchiature di telecomunicazione;
  • dispositivi di sorveglianza;
  • componenti aerospaziali.

 

Questi prodotti provengono principalmente da Paesi con una forte industria elettronica, come la Cina, il Giappone e la Corea del Sud.

Principali Paesi che importano ed esportano elettronica negli USA

Le importazioni di elettronica negli Stati Uniti provengono principalmente da Paesi asiatici, che dominano il mercato globale dell’elettronica grazie alla loro avanzata capacità di produzione e ai costi competitivi. Tra i principali Paesi importatori di elettronica troviamo:

 

  • Cina;
  • Germania;
  • Giappone;
  • Corea del Sud;
  • Messico.

 

Questi Paesi forniscono una vasta gamma di prodotti elettronici, dalla tecnologia di consumo ai componenti specializzati per l’industria automobilistica e aerospaziale. Gli Stati Uniti, d’altro canto, esportano anche una significativa quantità di elettronica, soprattutto verso mercati in via di sviluppo e Paesi con una domanda crescente di tecnologia avanzata. Tra i principali Paesi destinatari delle esportazioni di elettronica statunitense troviamo:

 

  • Canada;
  • Messico;
  • Germania;
  • Regno Unito;
  • Brasile.

Cosa fare se le importazioni elettroniche arrivano danneggiate negli USA

L’importazione di prodotti elettronici presenta sempre il rischio che le merci possano arrivare danneggiate. In questi casi, è essenziale sapere come gestire la situazione per ridurre al minimo le perdite. Alla ricezione di una spedizione, è fondamentale verificare immediatamente lo stato delle merci e documentare qualsiasi danno riscontrato.

Le prove fotografiche e le note dettagliate sono essenziali per richiedere risarcimenti o procedere con reclami. Un’assicurazione del carico adeguata è cruciale per proteggere l’investimento in caso di danni durante il trasporto. Gli importatori dovrebbero sempre stipulare un’assicurazione che copra il valore totale della spedizione, compresi i costi di trasporto e eventuali spese aggiuntive.

 

Inoltre, in caso di danni, l’importatore dovrebbe presentare immediatamente un reclamo all’assicuratore e al fornitore di servizi di trasporto. È importante seguire attentamente le procedure di reclamo per massimizzare le possibilità di ottenere un risarcimento completo.

Esportare dispositivi elettronici negli USA affidandosi agli esperti

Importare prodotti elettronici negli Stati Uniti richiede una preparazione meticolosa e una conoscenza approfondita delle normative vigenti. Tuttavia, con il supporto di esperti in sdoganamento e una strategia ben pianificata, è possibile superare le sfide e garantire il successo delle operazioni di importazione.

 

Sfruttare risorse affidabili e mantenere un dialogo costante con le autorità competenti sono passi essenziali per navigare con successo nel complesso mondo dell’importazione elettronica

 

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Vendere su Amazon USA FBA con una LLC: sales tax, tasse statali, federali per residenti in Italia /it/il-blog-di-export-america/vendere-su-amazon-usa-fba-con-llc-sales-tax/ /it/il-blog-di-export-america/vendere-su-amazon-usa-fba-con-llc-sales-tax/#respond Fri, 31 Dec 2021 14:13:15 +0000 /?p=3165 The post Vendere su Amazon USA FBA con una LLC: sales tax, tasse statali, federali per residenti in Italia appeared first on Export America Group.

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Negli ultimi 20 anni il modo di acquistare dei consumatori americani è cambiato drasticamente. Quasi la metà di tutte le vendite che giornalmente avvengono negli USA sono direttamente o indirettamente collegate ad Amazon.
Chi avesse quindi intenzione di avviare un’attività o estendere le proprie vendite al mercato americano dovrebbe seriamente prendere in considerazione l’opzione di aprire un proprio negozio virtuale sulla piattaforma di e-commerce. Farlo non è complicato, ma bisogna prestare attenzione ad alcuni dettagli e valutare attentamente le possibilità che Amazon offre.

Fulfillment by Amazon (FBA) è un servizio che aiuta le aziende a crescere fornendo accesso alla rete logistica di Amazon. Le aziende inviano prodotti ai centri di evasione ordini Amazon e quando un cliente effettua un acquisto, FBA gestisce la ricezione, l’imballaggio, la spedizione, il servizio clienti e i resi per tali ordini.

Essendo di fatto un’attività commerciale, chi intende vendere tramite Amazon USA FBA deve necessariamente versare principalmente due tipologie di tasse: le tasse sul reddito (sales tax) e le tasse federali/statali. Infatti lo U.S. Code stabilisce (https://www.law.cornell.edu/uscode/text/26/882) che una società estera che è impegnata in attività commerciali sul suolo statunitense è soggetta al fisco federale, con imposte sul reddito in quanto la propria attività commerciale è intrinsecamente connessa al tessuto commerciale degli USA.

Amazon FBA

In sostanza Amazon FBA (“Fulfillment by Amazon”) è un programma di gestione ed evasione degli ordini offerto da Amazon ai piccoli imprenditori e venditori. Con questo sistema, il venditore non dovrà preoccuparsi degli aspetti più complicati come stoccaggio, consegna, imballaggio, resi e servizio clienti. Il prodotto inserito sul sito di e-commerce comparirà nella pagina di ricerca dei potenziali compratori. Questi ultimi potranno inoltre usufruire della consegna “prime” per poter ricevere i prodotti acquistati il giorno seguente a quello dell’acquisto.

Per iniziare è necessario creare un account venditore su Amazon. Per maggiori informazioni riguardo questo passaggio visita Vendere su Amazon USA con LLC: Indirizzo Fisico.

Il venditore straniero prepara quindi il suo inventario secondo le istruzioni di Amazon e spedisce gli articoli, a proprie spese (comprese le dogane e i dazi), ad Amazon, che poi conserva gli articoli in uno o più se i suoi magazzini in tutto il paese.

Una volta immagazzinato, il prodotto del venditore straniero viene pubblicizzato su Amazon.com, dove il venditore viene identificato accanto al prodotto. Amazon evade gli ordini dei clienti effettuati su Amazon.com (o le richieste di evasione inviate per le vendite non su Amazon). Sceglie i prodotti del venditore dall’inventario, li imballa per la consegna e spedisce i prodotti ai clienti dalla sua rete di centri di evasione ordini.

Ai venditori viene addebitato un piccolo canone mensile, una tassa di adempimento per unità e una tassa di stoccaggio per piede cubo (le cui tariffe possono aumentare a seconda delle dimensioni e del tipo di prodotto). I ricavi delle vendite meno queste commissioni vengono pagate da Amazon al venditore su base mensile. Le tasse federali statunitensi non vengono trattenute sui pagamenti da parte di Amazon a venditori stranieri.

Sales Tax

Se si dispone di un business online, potrebbe essere necessario pagare l’imposta sulle vendite per le transazioni online. Anche nel caso delle vendite online, la sales tax è controllata e imposta in modo differente da stato a stato. Questo dipende dal proprio stato e dal proprio status fiscale all’interno dello Stato. Il Sales Tax Nexus, determina se un business ha una presenza significativa in un’area tale da dover pagare le Sales Tax. La presenza nel territorio include il proprio commercio, impiegati, magazzini e inventario. Il Nexus Economico è simile al nesso dell’imposta sulle vendite, ma per le vendite online. Ogni stato con leggi sul nesso economico stabilisce la propria soglia che le imprese devono soddisfare per avere un nesso economico.Sebbene le soglie di nesso economico varino, la soglia più comune è quando un venditore raggiunge $ 100.000 in vendite o 200 transazioni in un anno. Per maggiori informazioni visita Le sales tax per chi vende online in USA e Sales Tax negli USA.

Tasse Federali e Statali

Amazon viene considerato un “Independent Agent”, infatti i venditori stranieri non possiedono interessi di controllo in Amazon e non c’è affiliazione legale. Inoltre, Amazon non è soggetta alle istruzioni dei venditori in merito allo svolgimento delle sue operazioni o soggetta al controllo da parte dei venditori. In realtà è vero in larga misura il contrario. Un venditore straniero deve aderire a una serie di politiche di Amazon per partecipare ad Amazon FBA.

La responsabilità fiscale degli Stati Uniti dipende essenzialmente dal fatto che il venditore straniero stia generando reddito attribuibile a un cosiddetto “permanent establishment” negli Stati Uniti. A questo proposito, le attività di un agente indipendente normalmente non creano un cosiddetto nexus (vedi sopra) negli Stati Uniti ai sensi delle disposizioni degli Stati Uniti.

In questo caso, quindi, il venditore italiano non è soggetto all’imposta federale sul reddito degli Stati Uniti, anche se il reddito derivante dalle attività del venditore è fonte statunitense. Tuttavia, al venditore è comunque richiesto di presentare una dichiarazione dei redditi federale degli Stati Uniti. Ad ogni modo, nel caso italiano, bisogna far riferimento ai trattati Italia-USA sulle vendite online () e, in particolare, sulla convenzione Italia – USA contro le doppie imposizioni. ().

Commercianti stranieri non risiedenti negli USA che vendono merci su Amazon

I commercianti non statunitensi di tutto il mondo vendono merci negli Stati Uniti tramite Amazon.com. Le domande sulle imposte statunitensi di questa attività commerciale sono molto comuni. La risposta dipende dallo stato del venditore (individuale o aziendale) e dalla disponibilità del trattato fiscale tra gli Stati Uniti e il paese residente del venditore.

Le imposte statunitensi differiscono significativamente a seconda che il commerciante straniero senza residenza venda beni come:

  1. Venditore Individuale
  2. LLC intestata al venditore
  3. Attraverso un’azienda non statunitense

Un ulteriore distinzione si ha nei seguenti casi:

  • Il venditore risiede in paesi che hanno un trattato fiscale con gli Stati Uniti (Trattato ITA-USA: )
  • Il venditore risiede in paesi che NON hanno un trattato fiscale con gli Stati Uniti

Il venditore risiede in un paese che ha un trattato fiscale con gli Stati Uniti

Analizziamo ora i tre scenari (1, 2, 3 del sottoparagrafo sopra) nel caso di Paesi, come l’Italia, che hanno un trattato fiscale con gli USA, con riferimento ai doveri che il venditore deve adempire per avviare la sua attività commerciale:

  1. Venditore Individuale:
    • Il venditore deve fare richiesta del Numero ITIN (Individual Tax Identification Number). Per maggiori informazioni visita: È possibile avviare un’attività con il codice ITIN?
    • Il venditore deve completare il modulo W8-BEN rivendicando i “benefici del trattato fiscale” per consentire l’esenzione dei proventi delle vendite di Amazon dalla ritenuta d’imposta del 30%.
    • Il venditore deve inviare il modulo ad Amazon.
    • Nel caso in cui si superi la soglia di $20k in vendite o le 200 transazioni, Amazon richiederà l’invio del form 1099K per l’anno seguente.
    • Il venditore deve presentare il modulo 1040NR all’IRS, ma i redditi dalle vendite dovrebbero essere esenti da tassazione attraverso il trattato fiscale (tramite un calendario specifico del modulo).
    • Nel caso in cui non si superino i valori dei punti precedenti, allora Amazon non richiederà ne il modulo 1099K e non sarà necessario inviare il modulo 1040NR all’IRS.
  1. LLC intestata al venditore:
    • Il venditore deve fare richiesta del Numero ITIN (Individual Tax Identification Number). Per maggiori informazioni visita: È possibile avviare un’attività con il codice ITIN?
    • Il venditore deve richiedere l’EIN (Employer Identification Number). Per maggiori informazioni visita: È possibile avviare un’attività con il codice ITIN?
    • Il venditore deve compilare il modulo W-9 così da fornire il codice EIN ad Amazon.
    • Una LLC è considerata una “entità trascurata” e nei termini dei trattati fiscali tra Stati questa viene considerata come “venditore individuale”.
    • Nell’anno seguente, il venditore deve inviare il modulo 1040NR all’IRS indicando il ricavato e richiedendo le eventuali esenzioni.
  1. Venditori attraverso azienda non statunitense
    • Il venditore deve richiedere l’EIN (Employer Identification Number). Per maggiori informazioni visita: È possibile avviare un’attività con il codice ITIN?
    • Il venditore deve compilare il modulo W8-BEN-E per le società.
    • Il venditore deve richiedere i “benefici del trattato fiscale” per la società per l’esenzione dei proventi delle vendite di Amazon dalla ritenuta d’imposta.
    • Il venditore deve inviare il modulo W8-BEN-E ad Amazon.
    • L’anno successivo, il venditore deve presentare il modulo 1120-F per la società non statunitense presso l’IRS.

Perché la dichiarazione dei redditi è necessaria?

La dichiarazione dei redditi è necessaria perché Amazon segnala all’IRS il reddito pagato al singolo ITIN o all’EIN aziendale. L’esenzione dalla tassazione statunitense dovrebbe essere richiesta sulla dichiarazione dei redditi e motivata dall’articolo del trattato pertinente al fine di ottenere l’approvazione dell’IRS.

Se il venditore non presentasse la dichiarazione dei redditi degli Stati Uniti, l‘IRS considererebbe il reddito imponibile e invierebbe una fattura fiscale all’indirizzo del venditore come indicato da Amazon.

Contattaci per una prima chiacchierata informale

SERVIZI CORRELATI DI EXPORT AMERICA

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Vendere negli USA senza dazi /it/il-blog-di-export-america/vendere-negli-usa-senza-dazi/ /it/il-blog-di-export-america/vendere-negli-usa-senza-dazi/#respond Wed, 17 Apr 2019 20:29:08 +0000 /?p=2976 The post Vendere negli USA senza dazi appeared first on Export America Group.

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Gli USA favoriscono gli investimenti esteri e i loro operatori stranieri (esportatori negli Stati Uniti) e gli riservano un trattamento assolutamente non discriminatorio rispetto agli operatori locali. Investire nel mercato americano oltre che avere numerosi benefici, non è per niente difficile.

Dal 10 marzo del 2016 sulle spedizioni di ordini di valore inferiore a 800 dollari non è previsto alcun dazio e hanno una procedura doganale di importazione notevolmente semplificata. Questo tipo di accorgimento è ottimo per il mercato online (e-commerce).

La merce che arriva negli Stati Uniti il cui valore dichiarato è inferiore a 800 dollari viene quindi sdoganata senza bisogno di ulteriore documentazione da parte dell’Ufficio doganale quindi senza alcuna applicazione di ulteriori tasse e dazi doganali. Al contrario, le spedizioni di valore superiore a 800 dollari sono soggette al calcolo di dazi e tasse doganali in base alla classificazione delle tariffe.

Vendere senza dazi

 

Prodotti acquistabili senza dazi

Se un cliente privato americano acquista un prodotto straniero e il valore complessivo dell’acquisto non supera gli 800 dollari, non vengono applicati dazi. Il limite degli 800 dollari si applica al valore complessivo dell’ordine da spedire in America: quindi se un cliente compra 5 prodotti il cui prezzo unitario è di 100 dollari, il valore complessivo dell’ordine è di 500 dollari e la spedizione rientra nell’esenzione del dazio.

La convenienza per l’esportatore che intende inviare merce in America va anche oltre: la norma vale per gli ordini spediti a una singola persona in un giorno. Se per esempio una ditta italiana spedisce in America, nello stesso giorno, due ordini ciascuno di valore inferiore a 800 dollari, a due persone differenti, entrambe le esportazioni sono esenti da dazio e godono della procedura doganale di importazione semplificata. Unico obbligo del cliente destinatario è quello di conservare la documentazione della spedizione dell’ordine per almeno due anni.

Questa regola non si applica per i prodotti alimentari, che quindi non hanno accesso alla procedura semplificata: pagano sempre dazio se questo è previsto e hanno la procedura di sdoganamento regolare.

Le opportunità offerte per gli e-commerce

La possibilità di non pagare dazi sui prodotti inviati negli USA è ovviamente un buon metodo per inserirsi nel complesso mercato americano senza investire grossi capitali. Di fatto la norma sull’esenzione dei dazi si traduce nella possibilità di vendere online negli Stati Uniti a costi bassi spedendo direttamente dall’Italia. I processi doganali americani,molto più semplici ed immediati di quelli italiani, portano inoltre ad un accorciamento dei tempi di consegna del prodotto, implicando un servizio migliore per il cliente finale.

Esenzione dal pagamento di dazi

Nonostante i dazi doganali statunitensi siano generalmente molto bassi, per alcune categorie di prodotti rimangono discretamente alti (per esempio nel settore della moda, della bigiotteria). Avere un’esenzione dal pagamento dei dazi garantita è un’ottima opportunità, da sfruttare al meglio.

Procedura doganale e restringimento dei tempi

Anche nel caso di dazi bassi o inesistenti; la nuova procedura doganale americana è di grande aiuto perché elimina tutta la burocrazia legata alla procedura di sdoganamento per le importazioni sul territorio americano: minima documentazione d’ingresso e tempi rapidissimi: sostanzialmente la merce di ferma solo se la spedizione è sottoposta ad un controllo a campione.

Le categorie di prodotti più adatte ad essere vendute online in America sono in primo luogo quelle soggette ad un dazio di importazione discretamente alto, ma in genere possiamo dire che spedendo con un corriere aereo grazie alla procedura di importazione semplificata i tempi di consegna dall’Italia sono quasi uguali a quelli di un sito di e-commerce americano.

Attenzione alla regolamentazione

La norma trattata in questo articolo è contenuta nel TFTEA (Trade Facilitation and Trade Enforcement Act) ed è consultabile al seguente link:

Nel testo viene chiaramente specificato che è assolutamente vietato suddividere un ordine del valore complessivo maggiore alla suddetta cifra di 800$ in più ordini di valore inferiore al fine di evitare il pagamento del dazio.

La sanzione prevista dalla dogana americana consiste nell’iscrizione dell’importatore ad una “black list”. Essere presenti in quest’ultima implica un’ispezione fisica per 3 anni di qualsiasi spedizione (che consiste per lo più su un’analisi dei documenti) che portano a un ritardo delle consegne.

Nei casi più gravi si può anche arrivare al divieto più assoluto di importare sul suolo americano.

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Differenze tra branch e subsidiary per chi apre una societa’ in USA – parte 1 /it/il-blog-di-export-america/differenze-branch-subsidiary-usa/ /it/il-blog-di-export-america/differenze-branch-subsidiary-usa/#respond Sun, 30 Dec 2018 14:59:40 +0000 /?p=2951 The post Differenze tra branch e subsidiary per chi apre una societa’ in USA – parte 1 appeared first on Export America Group.

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Le aziende in USA perseguono strategie di crescita per espandersi e ottenere una maggiore quota di mercato. Le filiali branch e la subsidiary sono due metodi comunemente utilizzati dalle imprese statunitensi per espandersi. Di seguito sono analizzate le caratteristiche di entrambe.

Branch

 

Una filiale Branch è considerata un’estensione della società madre e non è considerata un’entità giuridica separata. Ciò significa che l’entità non è considerata separata dai proprietari assumendo la forma di una società a responsabilità limitata (LLC) o di una corporation. Inoltre, non essendo un’entità giuridica distinta, le sue passività si estendono alla società madre, il che significa che la società madre può essere citata in una causa legale.

E’ importante ricordare che una filiale branch svolge la stessa attività aziendale della società madre. Questo tipo di filiali possono avere una dimensione piccola, media o grande; la loro visione, missione e criteri di funzionamento sono simili alla società madre e tutte le entità condividono un obiettivo comune e lavorano per raggiungere lo stesso.

Le filiali Branch sono aperte per avere una presenza in una più ampia area geografica negli USA, che consente ai clienti di godere di un facile accesso ai prodotti e ai servizi della società. Più filiali facilitano una maggiore quota di mercato per l’azienda. L’apertura di una filiale branch rappresenta un nuovo investimento nel quale l’azienda madre ripone impegno, capitale, risorse umane e risorse operative.

 

SUBSIDIARY

A differenza di una filiale Branch, una filiale subsidiary è considerato come un soggetto giuridico separato, anche se comunque posseduto dalla società madre; pertanto la filiale in questione svolge le proprie attività commerciali ma la passività e i reclami legali non possono essere trasferiti all’impresa madre.

Non c’è alcun obbligo di avere un direttore locale negli Stati Uniti. Tutti i dirigenti della filiale potrebbero essere nel paese di origine. Risulta più facile gestire la filiale avendo dipendenti, non necessariamente dirigenti, negli Stati Uniti, ma nel mondo attuale di posta elettronica, è comunque abbastanza controllabile la gestione avendo i massimi dirigenti collocati presso la sede della società madre. Tutte le questioni relative al consiglio di amministrazione sono generalmente gestite tramite posta elettronica e le copie scansionate di documenti firmati sono quasi sempre accettate negli Stati Uniti.

Fare un investimento sostanziale in un mercato sconosciuto può essere un rischio significativo che molte aziende non sono disposte a prendere. Questo rischio può essere mitigato con l’acquisizione di una società statunitense già stabilita.

Se la società madre acquista una quota superiore al 50% di un’altra società, quest’ultima diventa una filiale subsidiary dell’azienda madre, consentendo alla prima di esercitare controllo sulla filiale.

Sono molte le aziende entusiaste dell’acquisizione di una filiale presente nella stessa catena di fornitura della stessa azienda. Questo può essere in forma di “backward integration” , ovvero l’acquisizione di un’impresa che fornisce prodotti all’azienda, oppure in forma di una “forward integration” , ovvero l’acquisizione di un’impresa che distribuisce il prodotto della società ai clienti.

L’investimento in una subsidiary aumenta il valore della società rafforzando la posizione dell’impresa madre.

 

 

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Dropshipping, cos’è e come funziona /it/il-blog-di-export-america/dropshipping-cosa-e-e-come-funziona/ /it/il-blog-di-export-america/dropshipping-cosa-e-e-come-funziona/#respond Tue, 04 Dec 2018 20:50:00 +0000 /?p=2946 The post Dropshipping, cos’è e come funziona appeared first on Export America Group.

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Il “dropshipping” è un particolare modello di vendita al dettaglio dove il negozio non possiede un magazzino di prodotti ma li acquista soltanto dopo averli venduti.
Il negozio invia l’ordine al suo fornitore, il quale si occupa della spedizione verso il cliente finale. La logistica è affidata interamente al grossista (fornitore o produttore) e il prodotto non passa in alcun modo dal negozio.
Al rivenditore non resta che occuparsi dello sviluppo dell’e-commerce, dell’attività di marketing e del customer service.
Questo modello viene spesso definito come la soluzione definitiva per chi vuole investire sulla vendita online nel più breve tempo possibile e senza difficoltà. Vi sono PRO e CONTRO in questo modello che verranno analizzati di seguito.
Verrà anche trattato ciò che concerne la tassazione e la regolamentazione sia negli Stati Uniti che in Italia.

Dropshipping, cos’è e come funziona

VANTAGGI

I benefici sono innumerevoli e spaziano dalle spese minime ai tempi molto brevi. Tra i più rilevanti sono da sottolineare:

  • Minimo investimento –E’ possibile avviare un business di dropshipping con un investimento prossimo allo zero, in quanto non c’è bisogno di investire nell’acquisto massivo di prodotti all’avvio dell’attività.
  • Facile per iniziare –Per chi non fosse avvezzo al mondo della logistica, delle spedizioni e dello stoccaggio, il dropshipping è l’ideale, in quanto ogni preoccupazione di questo genere rimane al fornitore.
  • Spese ridotte –Non dovendo acquistare grandi quantità di prodotti e non dovendo spendere per il mantenimento del magazzino, le spese rimangono molto basse.
  • Indipendenza dal luogo di lavoro –Il dropshipping rimane strettamente legato al mondo degli e-commerce, la cui gestione può avvenire da qualunque parte nel mondo.
  • Vasta gamma di prodotti –Potendo ordinare la merce nel momento in cui viene acquistata, il negozio può garantire una più vasta gamma di prodotti, non dovendo dipendere da acquisti effettuati all’ingrosso di una ristretta varietà di articoli.
  • Scalabilità –Con l’aumento dei guadagni solitamente arriva un aumento delle spese di mantenimento dell’attività. Con il dropshipping, invece, la maggior parte del lavoro è svolta dai fornitori, permettendo ai rivenditori di crescere senza aumentare le proprie spese.

SVANTAGGI

Tutta questa convenienza è ovviamente accompagnata da un prezzo da pagare:

  • Bassi marginiQuesto è uno dei principali problemi del dropshipping. Chi vende online effettua solitamente un rincaro del 500% rispetto al prezzo di listino all’ingrosso. Questo perché solitamente i fornitori riducono notevolmente il prezzo per chi compra in grandi quantità e questo non è il caso di chi vende con dropshipping, che si dovrà accontentare di un rincaro del 30/40%.
  • Problemi con le disponibilità del magazzinoSe non è il negozio stesso a gestire il magazzino, non è per niente facile essere a conoscenza della disponibilità dei prodotti al momento dell’acquisto da parte del cliente finale.
  • Spese di spedizione complesse –Se si lavora con più fornitori, gli ordini che contengono più articoli potrebbero essere divisi in più spedizioni, dovendo pagare per ognuna di queste.

REGOLAMENTAZIONE E TASSE

Prima di cimentarsi nella vendita tramite dropshipping e prima di aprire il proprio e-commerce per vendere negli Stati Uniti, è necessario informarsi sulla tassazione e sulla fatturazione per questo genere di acquisti.

Le modalità di fatturazione con dropshipping non variano dall’e-commerce tradizionale.

I pagamenti e la documentazione necessaria variano in base alla posizione nel mondo degli operatori coinvolti nel dropshipping (produttori, fornitori o venditori e clienti).

OPERAZIONE TRIANGOLARE EXTRACOMUNITARIA (USA)

Si ipotizzi che un soggetto italiano voglia effettuare un’operazione di dropshipping con una società cinese (la quale si occuperà di spedire i prodotti ai clienti). Si ipotizzi inoltre che la suddetta società italiana voglia vendere un prodotto a un cliente Americano. In questo caso il soggetto italiano darà ordine all’azienda cinese di inviare la merce negli Stati Uniti.

Per ciò che concerne gli obblighi di fatturazione, la società italiana non realizza nessun’operazione intracomunitaria in quanto gli stati coinvolti non sono stati membri.

Riguardo all’IVA bisogna prestare particolare attenzione: la società italiana sta, in questo caso, effettuando un’operazione “fuori campo iva”, ed è tenuta ad emettere una fattura al soggetto americano, poiché la merce è situata al di fuori dello Stato.

Il soggetto italiano infine riceverà la fattura dal soggetto cinese che dovrà registrare esclusivamente in contabilità generale, non essendo questa fattura, un documento valido ai fini IVA in Italia, dato che non vi è alcuna importazione dei beni nel nostro Paese.

DROPSHIPPING, IN DEFINITIVA

Il dropshipping può essere una buona opportunità per investire nel mercato statunitense e non solo. Nel caso in cui si volesse avviare una società sarebbe consigliabile, pur con i dovuti accorgimenti, tener conto di questa tecnica.

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Consigli per Vendere Online negli USA

Negli Stati Uniti i più famosi marchi vendono sia attraverso la distribuzione classica, sia via commercio elettronico; tutti hanno un sito al quale si può accedere per fare acquisti pagando con carta di credito, al dettaglio così come “all’ingrosso”. Non importa il tipo di prodotto che si va a commercializzare, in America si acquista on line di tutto, dai classici libri al cibo, per non parlare di beni di lusso o industriali, fino ad arrivare a piccole macchine utensili o prodotti chimici.

Per avere successo con l’e-commerce, è fondamentale avere un sito “Americano”, non semplicemente un sito italiano tradotto in inglese, poiché i motori di ricerca americani non lo evidenzieranno mai. Il sito deve essere visibile online, ben pubblicizzato e deve possedere determinate caratteristiche che ci accingiamo a specificare. Il tutto si può ottenere attraverso il SEO (Search Engine Optimization, ovvero, ottimizzazione per i motori di ricerca), cioè quell’insieme di pratiche e strategie finalizzate ad aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizione nelle classifiche dei motori di ricerca, nei risultati non a pagamento, come ad esempio Google e Yahoo. In ultima analisi, serve un sito moderno, che dia agli acquirenti (buyer) la sensazione e la certezza di avere che fare con una ditta dinamica, in continua evoluzione e che si mantenga aggiornata.
Passiamo ora a definire quali sono i passi da compiere per iniziare un’impresa e-commerce in Usa:
In primis è necessario costituire una società di diritto americana (passaggio non obbligatorio, ma molto utile per dare al cliente in senso della presenza in loco), aprire un conto corrente in Usa, avere un “Merchant account” per avere la possibilità di incassare i pagamenti effettuati con carta di credito, sviluppare una piattaforma di commercio online specifica per il mercato statunitense e contemporaneamente poter spedire le merci da e verso un deposito americano. Aprire un conto con l’UPS( US Postal Service) per le spedizioni domestiche. Ultimi passaggi fondamentali sono: avere un contratto di customer service, con numero di telefono e vari contatti e-mail americani, in modo tale che il buyer abbia la sensazione di contattare un’azienda presente nella sua “time zone”.
E’ chiaro che ci sono diverse strategie di approccio per quanto concerne l’e-commerce; ogni ditta deva scegliere quella che meglio si adatta alla modalità di ingresso nel mercato USA, a seconda che si punti al pubblico retail oppure a piccoli o grandi importatori e distributori:
  1. Creare un listino diverso per ogni tipologia di cliente chesi collega, dando la possibilità solo a clienti accreditati che possano accedere agli acquisti utilizzando una password navigando su una parte del sito a loro dedicata.
  2. Predisporre una pagina dedicata solo a distributori o dealer che direttamente dal loro pc possano creare o inviare ordini
  3. Riservare una parte del sito per gli ordini della clientela ordinaria, riscuotendo con carta di credito
Anche in questo caso Export America si fa carico, oltre alla classica attività di consulenza in merito a quali soluzioni di commercio on line sono più efficaci, anche ad altri aspetti quali lo sviluppo del sito, le modalità di pagamento e la gestione della logistica.
La vendita on line risponde a certe esigenze dell’acquirente; solitamente si cercano oggetti a prezzi inferiori, si compra per comodità, senza doversi disturbare ad andare nel negozio. Questo non è un problema per i brand famosi o per venditori di prodotti “rari”, ma se parliamo di e-commerce per quanto concerne ditte sconosciute e che forniscono merci molto particolari e magari a prezzi non proprio con concorrenziali (ad esempio
lampadari in vetro soffiato, vasi realizzati a mano, gioielli particolari…), le cose cambiano radicalmente. Suggeriamo qui alcuni consigli su come “piazzare” il prodotto in maniera efficace:
  1. E’ necessario creare una “storia”, ovvero raccontare online la motivazione che ha spinto l’artista a creare un determinato oggetto in una particolare maniera, le origini del design del prodotto; insomma la narrazione è ancora la cosa che fa più presa sulle persone e che maggiormente coinvolge un compratore.
  2. Mettere foto sul web non è sufficiente, è necessario creare composizioni con il prodotto, allegando brochure, album tematici o suggerimenti su come utilizzarlo al meglio.
  3. E’ infine necessario investire tempo e anche denaro in modo costante, se non si persevera difficilmente si riuscirà a farsi notare nel mare di offerte online.

Aprire un’attività online non è molto diverso dal farlo con una ditta “vera”, ma si devono rispettare in maniera addizionale considerazioni finanziarie e legali, specialmente in materia di privacy, sicurezza, tassazione e copyright.

  • Lavori digitali quali testi, film, arte e musica sono tutelati da privacy, nella fattispecie dal DMCA (Digital Millenium Copyright Act). Il DMCA offre un numero elevato di protezioni per materiale pubblicato online, come anche altre forme di informazioni elettroniche.
  • Importante è rassicurare il cliente che il suo nome e le informazioni circa le sue generalità e i dati di pagamento non possano essere rubate o accessibili a nessuno al di fuori della relazione di commercio con la vostra ditta.

 

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